The Voice Generations, la vittoria di Gilda e Jessica incorona Loredana Berté e chiude con il 24% di share
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Venerdì 27 marzo, il sipario è calato sulla seconda edizione di The Voice Generations con una finale che ha restituito, in poco più di tre ore, l’essenza di un percorso iniziato mesi fa con le Blind Audizioni. Sul palco dell’ultima puntata si sono intrecciati duetti, storie personali e una serie di esibizioni che hanno messo in luce il senso del format, quello di unire generazioni diverse attraverso la musica. A trionfare sono state Gilda Di Brino e Jessica Cice, il duo in gara per il team di Loredana Berté: un successo, quest’ultimo, che rappresenta per la coach il primo sigillo in questo spin-off, arrivato al culmine di una carriera lunga cinquant’anni.
Il dato degli ascolti restituisce con chiarezza la portata del fenomeno: la serata finale ha conquistato 3 milioni e 417mila telespettatori, pari a uno share del 24%, un risultato che ha permesso al programma di dominare la prima serata con un margine netto rispetto alla concorrenza. Inoltre, la media dell’intera stagione si è assestata sul 21,8% di share con oltre 3,1 milioni di spettatori medi, a conferma di una tenuta che ha caratterizzato ogni appuntamento del venerdì sera. Un dato ancora più significativo se letto all’interno del ciclo complessivo del people show: The Voice Senior aveva già fatto segnare una media del 22,3%, mentre The Voice Kids si era fermata al 21,6%, consolidando un’autentica egemonia per la rete ammiraglia nel weekend.
La vittoria del Sannio e il riconoscimento alla carriera di Arisa
Originarie della provincia di Benevento, le due artiste – Gilda, 48 anni, impiegata e madre di due figlie, e Jessica, 29 anni, figlia della sua più cara amica – hanno portato sul palco un legame che affonda le radici in un’amicizia profonda, trasformata in sintonia vocale. La loro cavalcata finale è stata suggellata dall’interpretazione di “Sweet Dreams” degli Eurythmics, un brano che già nelle audizioni aveva acceso la “lampadina” della loro coach. La serata, però, non è stata solo competizione. Antonella Clerici, alla guida del marchio che ha rilanciato dopo un periodo di apparente appannamento, ha avuto modo di celebrare anche i propri collaboratori, assegnando una sorta di “Oscar” ideale ad Arisa. La coach, che durante il programma ha alternato il ruolo di giudice a quello di performer, ha incantato il pubblico con un’esibizione che ne ha messo in luce le qualità vocali, ricevendo un tributo che ne ha sancito il valore sia in cabina di regia che sul palco.
Un format rilanciato e il trionfo nei dati auditel
La chiusura di questa edizione arriva a coronamento di un ciclo iniziato il 14 novembre 2025, che ha visto le tre versioni del talent – Senior, Kids e Generations – alternarsi senza soluzione di continuità. I numeri parlano di un totale complessivo di 3,198 milioni di spettatori medi e una share del 22,1% per l’intera operazione, con picchi come il 36,1% toccato durante la finale di The Voice Kids. “È stata una stagione trionfale”, ha dichiarato la stessa Clerici, sottolineando come il programma – “senza trucchi e senza inganni” – abbia saputo conquistare il pubblico tanto nella collocazione del venerdì quanto in quella del sabato. La produzione, affidata alla Direzione Intrattenimento Prime Time in collaborazione con Fremantle, ha saputo mantenere intatta la struttura del format internazionale creato da John de Mol, adattandola con successo al contesto italiano.
La sfida tra generazioni e la regia di Sergio Colabona
A rendere possibile l’alternanza sul palco tra concorrenti di età e storie diverse ci ha pensato la regia di Sergio Colabona, che ha saputo raccontare non solo le performance ma anche le dinamiche umane emerse durante il cammino. Nella finale, i riflettori si sono accesi sui dodici gruppi finalisti, tre per ogni coach, prima di arrivare alla scrematura finale che ha portato alla “Super Finalissima”. La vittoria di Gilda e Jessica, nel team Berté, ha rappresentato l’atto conclusivo di un percorso in cui la musica è stata il pretesto per raccontare legami familiari e amicizie lunghe una vita. Con questo risultato, The Voice Generations conferma il proprio ruolo di pilastro dell’intrattenimento autunnale e invernale della Rai, chiudendo un capitolo che lascia intatto l’impianto di un format capace di rinnovarsi pur mantenendo intatto il proprio nucleo narrativo.




