Divari salariali tra Nord e Sud, Milano al top con le buste paga più alte
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Redazione Interno
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In Italia, la disparità salariale tra Nord e Sud continua a essere un tema di grande rilevanza, come evidenziato dall'ultimo rapporto dell'Ufficio Studi della Cgia di Mestre. Milano, con le sue buste paga più alte, si conferma al vertice della classifica, rappresentando l'area geografica con gli stipendi mediamente più elevati. Nel settore privato, i lavoratori del Nord percepiscono stipendi mediamente superiori del 50% rispetto ai loro colleghi del Sud, con una differenza annua lorda di circa 8.450 euro.
Il Lazio, situato in una posizione intermedia, presenta una retribuzione media lorda mensile di 1.859 euro, superiore alla media del Mezzogiorno ma inferiore rispetto alle regioni settentrionali. In Trentino, nonostante le imprese registrino un valore aggiunto medio per addetto di oltre 65 mila euro nel 2022, in crescita del 28,4% rispetto al 2018, i lavoratori portano a casa solo una piccola parte di questa ricchezza. Andrea Grosselli, segretario generale della Cgil del Trentino, ha sottolineato come le imprese si arricchiscano mentre i lavoratori ricevano solo le briciole.
Questi dati mettono in luce le profonde disparità salariali che caratterizzano il nostro Paese, con il Nord che continua a registrare stipendi più alti rispetto al Sud. La questione delle gabbie salariali, dell'autonomia differenziata e delle aree ZES (Zone Economiche Speciali) rimane al centro del dibattito politico, con l'obiettivo di ridurre il divario economico tra le diverse regioni italiane.




