Trapani e la farsa dei quattro minuti, federazione e lega a confronto sul caso
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Redazione Sport
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Quattro minuti e undici secondi, il tempo di un timeout prolungato, è quanto è durata la partita tra Trapani Shark e Aquila Trento, ultimo atto di una vicenda che sta lacerando il basket siciliano e imbarazzando l’intera Serie A. La sfida, valida per il quindicesimo turno del campionato, si è interrotta sul punteggio di 11-26 dopo che la formazione granata, scesa in campo con un roster ridottissimo a soli sette atleti di cui solo tre professionisti, ha di fatto ceduto ogni velleità agonistica. Un epilogo, quello del PalaShark, che riproduce in maniera quasi identica quanto già accaduto pochi giorni prima in Champions League contro l’Hapoel Holon, confermando uno stato di profonda crisi societaria che va ben oltre le mere difficoltà di spogliatoio.
La sceneggiata senza fine
La partita, che avrebbe dovuto concludere il girone d’andata, si è trasformata in una pura formalità, una triste sceneggiata inscenata per ottemperare al regolamento e far scattare il via. I giocatori della Shark, alcuni dei quali provenienti dalle giovanili, hanno sostanzialmente atteso il primo fallo tecnico per abbandonare il parquet, ponendo fine a uno spettacolo che di sportivo aveva ormai ben poco. Un gesto che, al di là delle polemiche immediate, solleva interrogativi serissimi sulla tenuta del club e sulla tutela stessa della regularità del torneo, considerato che episodi del genere minano alla base la credibilità della competizione e il rispetto per le altre squadre, per i tifosi e per i diritti televisivi.
L’appuntamento in federazione
Di fronte a questa ennesima, plateale manifestazione di disagio, la Federazione Italiana Pallacanestro ha annunciato con tempestività un incontro con i vertici della Lega Basket Serie A, fissato per il pomeriggio di lunedì 12 gennaio nella sede di Roma. L’obiettivo dell’incontro, come esplicitato nella nota ufficiale pubblicata sul sito federale, è quello di “esaminare il caso Trapani Shark”, un’espressione che lascia intendere come si vada ormai oltre la sanzione disciplinare per una singola partita. Si tratterà, con ogni probabilità, di valutare la sussistenza dei requisiti necessari per continuare a prendere parte al campionato, un esame che potrebbe portare a decisioni molto severe, fino all’esclusione dalla Serie A, una strada già battuta in passato per casi analoghi di inadempienze gravissime.
Le implicazioni per il futuro del club
La situazione trapanese, del resto, non è più gestibile con semplici richiami o ammende. La cronica carenza di giocatori tesserati, un problema che si protrae da diverse settimane, indica una crisi finanziaria e gestionale profonda, la quale, se non risolta alla radice, rischia di generare un danno d’immagine incalcolabile per l’intera lega. Le decisioni che saranno prese nella riunione di lunedì avranno quindi un peso determinante, non solo per il destino sportivo immediato della squadra, ma anche per il messaggio che si intende dare riguardo al rispetto dei patti e alla serietà dell’intero movimento. Quel che è certo è che la pagliacciata dei quattro minuti ha reso insostenibile un limbo che durava da troppo tempo, costringendo gli organi di governo a un intervento chiaro e definitivo.




