Gravidanza surrogata, scontro in Senato
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Redazione Interno
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Durante la discussione del disegno di legge contro la maternità surrogata, il Senato italiano è stato teatro di un acceso dibattito. La senatrice del Movimento 5 Stelle, Elisa Pirro, ha espresso con veemenza la sua opposizione alla proposta di legge, affermando che i suoi colleghi maschi di maggioranza stavano sostenendo che l'utero non fosse di sua proprietà. "I miei organi sono miei e ne faccio quello che voglio", ha dichiarato Pirro, rivolgendosi direttamente al senatore di Fratelli d'Italia, Luca De Carlo. La senatrice ha poi proseguito, chiedendo retoricamente se il suo utero appartenesse alla premier Giorgia Meloni, definendo la situazione come "comunismo degli organi".
Il disegno di legge, firmato dalla deputata di Fratelli d'Italia Carolina Varchi e già approvato dalla Camera, mira a rendere la gestazione per altri un reato universale. Se approvato, chiunque pratichi la maternità surrogata rischierebbe da tre mesi a due anni di carcere e una multa compresa tra 600mila e un milione di euro. La premier Giorgia Meloni ha espresso il suo sostegno alla legge sui social, definendola una norma di buonsenso contro la mercificazione del corpo femminile e dei bambini. "La vita umana non ha prezzo e non è merce di scambio", ha scritto Meloni.
La proposta di legge ha suscitato reazioni contrastanti all'interno del Senato, con alcuni parlamentari che hanno espresso preoccupazioni riguardo alle implicazioni etiche e legali della normativa. Tuttavia, la maggioranza sembra determinata a portare avanti l'iniziativa, sostenendo che la legge rappresenti un passo necessario per proteggere la dignità delle donne e dei bambini coinvolti nella pratica della maternità surrogata.
Il dibattito sulla maternità surrogata continua a dividere l'opinione pubblica e i rappresentanti politici, evidenziando le profonde divergenze di vedute su un tema così delicato e complesso.




