Spin Time, il corteo per la casa divide la sinistra: poche adesioni dai movimenti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il corteo di Spin Time per il diritto all’abitare ha attraversato Roma il 19 settembre tra numeri contestati e una partecipazione inferiore alle attese degli organizzatori. La manifestazione, nata dopo lo sgombero dell’edificio occupato di via di Santa Croce in Gerusalemme, ha raccolto secondo le prime stime circa cinquemila partecipanti, mentre i promotori hanno parlato di cinquantamila presenze.

La mobilitazione sulla casa e il confronto sui numeri

La distanza tra le cifre diffuse ha caratterizzato il dibattito successivo alla manifestazione. Gli organizzatori hanno descritto l’iniziativa come una grande risposta popolare in difesa del diritto alla casa, con la presenza di giovani, famiglie, associazioni, sindacati e sostenitori dei movimenti per l’abitare. Le stime più basse hanno invece alimentato la lettura di una mobilitazione meno ampia rispetto alle aspettative iniziali.

Il corteo ha portato in strada le rivendicazioni legate a Spin Time e alle occupazioni abitative, con interventi centrati sul tema della casa e della cosiddetta speculazione immobiliare. Tra le persone presenti c’era Valeria Cigliana, studentessa della Sapienza di 23 anni, che ha parlato della condizione dei giovani e della difficoltà di immaginare il futuro in un contesto segnato dal problema dell’accesso agli alloggi.

Le storie degli abitanti e il legame con Spin Time

Tra le testimonianze raccolte durante la giornata c’è quella di Patrick Compaore, 39 anni, che ha raccontato il suo rapporto con l’edificio occupato. L’uomo ha spiegato di aver vissuto a Spin Time per 13 anni dopo essersi trovato davanti alla scelta tra sostenere il pagamento dell’affitto e garantire alla figlia piccola le necessità quotidiane.

Compaore ha descritto la struttura come un luogo nel quale la condivisione aveva assunto un ruolo centrale nella vita delle persone che vi abitavano. La sua esperienza è stata portata nel corteo insieme a quella di altri residenti e sostenitori del progetto, che hanno collegato la protesta alla richiesta di politiche dedicate all’abitare.

Le adesioni alla manifestazione e le assenze nella piazza

Tra i partecipanti figuravano anche don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea e coordinatore della piattaforma Incontro Mondiale dei Movimenti Popolari all’interno del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, oltre a esponenti di realtà associative vicine ai temi sociali. La presenza di alcune figure pubbliche ha però convissuto con l’assenza di altri soggetti della galassia progressista.

Secondo le ricostruzioni della vigilia, diversi comitati di quartiere e realtà dell’Arci non hanno aderito al corteo, contribuendo alla percezione di una mobilitazione meno compatta rispetto alle aspettative dei promotori. La manifestazione ha evidenziato così anche le divisioni interne tra le diverse componenti che si occupano di emergenza abitativa e movimenti urbani.

Tra i nomi associati alla giornata è comparsa anche Ilaria Salis, mentre il confronto politico e sociale intorno alla questione abitativa ha continuato a coinvolgere realtà differenti per impostazione e modalità di intervento. Il corteo si è svolto senza incidenti e ha visto la partecipazione di studenti, famiglie e organizzazioni impegnate sui temi della casa.

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