Produzione industriale in caduta libera: -3,5% nel 2024, solo l’alimentare resiste

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La produzione industriale italiana chiude il 2024 con un bilancio drammatico, segnando un calo del 3,5% rispetto all’anno precedente. Un dato che conferma una tendenza negativa ormai ventitreenne, con il settore che non riesce a trovare una via d’uscita dalla crisi. A trainare verso il basso sono soprattutto i comparti dell’auto e della moda, tradizionali pilastri dell’economia nazionale, mentre la situazione della Germania, definita la “locomotiva d’Europa”, continua a influenzare negativamente l’intero scenario continentale.

I numeri diffusi dall’Istat non lasciano spazio a interpretazioni ottimistiche: dicembre ha registrato un vero e proprio crollo, con un -7,1% su base annua e un -3,1% rispetto a novembre. Un trend che, come sottolineato dall’istituto di statistica, ha caratterizzato l’intero anno, con cali congiunturali in tutti i trimestri. “Il 2024 sarà ricordato come l’anno nero dell’industria italiana”, ha commentato il Codacons, evidenziando come la performance negativa abbia interessato quasi tutti i settori.

Tra le poche eccezioni, spicca il comparto alimentare, che ha mostrato una tenuta insolita in un contesto generale di difficoltà. Anche il settore energetico, nonostante le fluttuazioni dei prezzi e le tensioni geopolitiche, ha registrato qualche segnale positivo. Tuttavia, questi dati non bastano a compensare il crollo generalizzato, che ha portato la Cgil a definire la situazione “un disastro”.

“Ormai è crisi profonda: il nostro sistema industriale sta morendo nella totale inerzia dell’Esecutivo e dei suoi ministri”, ha dichiarato il segretario confederale della Cgil, Pino Gesmundo, criticando apertamente l’atteggiamento del Governo. Secondo il sindacato, la produzione industriale continua a calare da febbraio 2023, ma l’Esecutivo persevera nel raccontare “successi che, semplicemente, non esistono”.

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