Muore in un incidente mentre fa motocross nell’Empolese, la moto presa in prestito e il sogno di un viaggio in Tunisia
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Redazione Interno
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Si è conclusa con il ritrovamento del Corpo senza vita, avvenuto dopo quattro ore di ricerche che si erano protratte fino al calare del buio, la tragica vicenda di Alessandro Ostuni, ingegnere cinquantottenne di Empoli, deceduto nel pomeriggio di venerdì 13 marzo in un incidente di motocross nelle campagne di Vitolini, frazione del comune di Vinci, in provincia di Firenze. L’incidente, di cui si è appreso solo al termine delle operazioni di soccorso, si è verificato poco dopo le ore 17 lungo via Pietramarina, un’arteria della Sp43 che si snoda in un'area tipicamente collinare e dedita alla coltivazione della vite. L’uomo, che si trovava in sella a un mezzo da cross, per cause che sono ancora al vaglio degli inquirenti, ha perso il controllo del veicolo ed è finito in un canale di scolo delle acque, un corso d'ora reso particolarmente impetuoso dalle piogge delle ultime ore; la corrente lo ha trascinato violentemente per diversi metri, fino al punto in cui il piccolo rio confluisce nel fiume Arno.
L’allarme scattato nel tardo pomeriggio e l’intervento dei soccorritori
La chiamata ai numeri di emergenza è scattata alle 17.35, quando alcuni passanti o residenti della zona, notando probabilmente il mezzo fuoristrada abbandonato o la situazione anomala, hanno dato l’allarme. Sul posto sono immediatamente accorse diverse squadre dei Vigili del fuoco, coordinate dal comando provinciale di Firenze: tra queste, il distaccamento di Empoli, unitamente a nuclei specializzati provenienti dalla sede centrale, ivi compreso il nucleo sommozzatori e il carro Saf, quest’ultimo con personale addestrato per le operazioni di soccorso in ambienti impervi e fluviali. Nonostante il tempestivo intervento e l'impiego di attrezzature specifiche per la ricerca in acqua, le operazioni si sono rivelate complesse a causa della scarsa visibilità e della corrente, elementi che hanno costretto i soccorritori a perlustrare minuziosamente l’alveo del canale e le sponde del fiume per ore. Il del cinquantottenne è stato infine individuato nelle ore serali, ormai privo di vita, a valle del punto d'impatto, trascinato dalla forza dell'acqua.
La vittima, Alessandro Ostuni, ingegnere empolese con la passione per le due ruote
La comunità locale, e in particolare la cerchia di amici e conoscenti della vittima, ha appreso con sgomento la notizia della scomparsa di Alessandro Ostuni, figura conosciuta a Empoli, dove esercitava la professione di ingegnere. Dalle prime informazioni raccolte, emerge il profilo di un uomo animato da una forte passione per il motocross, un interesse che coltivava da tempo e che lo aveva spinto a programmare un viaggio avventuroso in Tunisia proprio in sella a una moto da cross, un sogno che teneva nel cassetto e per il quale si stava preparando con meticolosità. In particolare, da circa un mese, Ostuni si stava allenando utilizzando una moto che gli era stata prestata da un vicino di casa, un mezzo che aveva inforcato ieri pomeriggio per dirigersi, da solo, verso la zona di Vitolini, dove era solito esercitarsi in vista della spedizione nordafricana che avrebbe dovuto condividere con alcuni amici.
Le indagini e la dinamica dell’incidente nel Vinciano
I carabinieri della compagnia di Empoli, giunti sul luogo della tragedia per i rilievi del caso, stanno ora cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell'accaduto, sebbene l'ipotesi più accreditata sia quella di una fatale perdita di controllo del mezzo in un tratto di campagna che costeggia il canale di scolo. Il forte impulso della corrente, che ha reso vano ogni tentativo di Ostuni di mettersi in salvo, è stato un elemento determinante nel rendere l’incidente mortale. La moto da cross, recuperata dai vigili del fuoco nelle vicinanze del punto in cui è stato trovato il, è stata posta sotto sequestro per consentire eventuali accertamenti tecnici. La salma, una volta completati gli adempimenti di rito e a disposizione dell'autorità giudiziaria, è stata composta nella camera mortuaria del territorio, in attesa della restituzione alla famiglia per i funerali, in un clima di profondo cordoglio che ha colpito non solo i parenti più stretti ma anche l'intera cerchia professionale e amicale dell'ingegnere.




