Antonio Patuelli rieletto presidente dell'Abi, ok alla piattaforma per il rinnovo del contratto dei bancari

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Antonio Patuelli è stato riconfermato alla guida dell'Associazione bancaria italiana (Abi). La rielezione, giunta per acclamazione, è stata ratificata dal neoeletto Consiglio dell'Abi al termine dell'Assemblea annuale, sulla base della proposta unanime formulata dal Comitato esecutivo.

La decisione, che era nell'aria già da alcuni giorni, sancisce di fatto la continuità al vertice dell'istituto che rappresenta il sistema creditizio nazionale, in un momento delicato per l'economia del Paese e per il comparto finanziario, chiamato a confrontarsi con le sfide della transizione digitale e con le dinamiche dei tassi di interesse.

La nuova compagine dirigenziale e il ruolo del ministro Giorgetti

Subito dopo la riconferma di Patuelli, il Consiglio ha proceduto alla nomina della squadra dei vicepresidenti, un gruppo di manager di primissimo piano che affiancherà il presidente nel suo mandato.

Tra questi spiccano figure del calibro di Gian Maria Gros-Pietro (presidente di Intesa Sanpaolo), che rivestirà la carica di vicepresidente vicario, Cesare Bisoni (presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena), Giampiero Maioli (presidente di Crédit Agricole Italia), Leonardo Patroni Griffi (presidente di Banca Popolare di Puglia e Basilicata), Massimo Tononi (presidente di Banco Bpm) e Camillo Venesio, che ricopre il ruolo di amministratore delegato e direttore generale di Banca del Piemonte.

La composizione del vertice riflette l'equilibrio tra i diversi azionisti e le diverse anime del sistema bancario italiano, dalle grandi realtà nazionali alle banche territoriali.

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, presente ai lavori, ha voluto sottolineare il percorso di rafforzamento intrapreso dagli istituti di credito italiani, attribuendo al governo guidato da Giorgia Meloni il merito di aver contribuito a rendere il sistema bancario più solido e resiliente. Le parole di Giorgetti sono arrivate al termine di un'intervista rilasciata ai cronisti a margine dell'Assemblea, nella quale ha ribadito come la crescita della redditività e la capitalizzazione raggiunta dalle banche negli ultimi anni rappresentino un patrimonio per il Paese.

Di diverso avviso, in parte, le opposizioni, che pure non hanno mancato di rilevare le criticità ancora aperte sul fronte del credito alle imprese e delle disuguaglianze territoriali, ma il clima generale è apparso disteso.

Il messaggio di Falconi Mazzotti e l'approvazione della piattaforma sindacale

Subito dopo l'esito della votazione, la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Mirella Falconi Mazzotti, ha fatto pervenire un messaggio di congratulazioni a Patuelli, esprimendo il proprio apprezzamento per il lavoro svolto e per la fiducia accordata al presidente ravennate. Un gesto che testimonia il legame storico tra Patuelli e il territorio emiliano, ma che è stato letto anche come un segnale di continuità rispetto alla linea di gestione improntata alla prudenza e al dialogo con le istituzioni locali, che ha caratterizzato gli ultimi anni del suo mandato.

Sul fronte sindacale, la giornata di oggi ha registrato un passaggio fondamentale per il mondo del lavoro bancario. Nel corso del mese di luglio si era già conclusa la fase di presentazione e votazione della Piattaforma rivendicativa unitaria per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del settore Creditizio e Finanziario.

Il documento, che costituisce la base negoziale per il rinnovo del Ccnl, è stato approvato a larghissima maggioranza dalle lavoratrici e dai lavoratori del settore, nel corso di oltre mille assemblee organizzate capillarmente in tutta Italia, coinvolgendo sia le grandi aziende che le realtà periferiche.

La sfida del rinnovo contrattuale e le parole di Colombani

Il segretario generale della First Cisl, Riccardo Colombani, intervenuto a margine dell'Assemblea dell'Abi, ha colto l'occasione per lanciare un messaggio chiaro alla controparte datoriale. Colombani ha ricordato come lo stesso Patuelli abbia riconosciuto, in più occasioni, il ruolo costruttivo svolto dai sindacati durante gli anni più difficili per le banche, quelli segnati dalle crisi e dalle ristrutturazioni. Un ruolo, ha spiegato il sindacalista, che ha contribuito a ritrovare la stabilità perduta e a preservare il tessuto occupazionale.

Oggi, in un contesto economico e finanziario profondamente mutato, dove le banche italiane hanno raggiunto livelli di efficienza e redditività che fino a pochi anni fa sembravano irraggiungibili, la trattativa per il rinnovo del contratto rappresenta il banco di prova per dimostrare la centralità delle persone. L'obiettivo, come ribadito da Colombani, deve essere quello della redistribuzione del valore prodotto, per garantire salari adeguati e tutele sociali che rispondano alle esigenze di una forza lavoro sempre più qualificata e diversificata.

La piattaforma approvata, che dovrà ora essere sottoposta alla verifica delle delegazioni trattanti, contiene richieste articolate che spaziano dall'adeguamento dei minimi retributivi al potere d'acquisto, alla revisione del sistema di classificazione del personale, fino alla disciplina dello smart working e alla formazione professionale. Si prevedono inoltre misure specifiche per la parità di genere e per il welfare aziendale, in un'ottica di ammodernamento complessivo del comparto.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se le premesse di dialogo, sancite dalla rielezione di Patuelli e dalla forte partecipazione alle assemblee, si tradurranno in un'accelerazione del negoziato o se, come spesso accade, le distanze tra le parti richiederanno tempi più lunghi e mediazioni serrate.

Per il presidente rieletto, che guida l'Abi ormai da diversi anni, si apre un nuovo capitolo che lo vedrà impegnato non solo sul fronte della contrattazione collettiva, ma anche nella delicata fase di recepimento delle normative europee in materia di sostenibilità e di vigilanza bancaria. Una sfida complessa, quella che attende Patuelli e i vertici dell'associazione, che richiederà equilibrio e visione strategica per coniugare gli interessi degli azionisti con le esigenze di un Paese che guarda al credito come motore dello sviluppo economico.

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