Fisac Cgil e Abi firmano l’accordo per il rinnovo del contratto dei dirigenti bancari: stipendi fino a 85mila euro
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Redazione Economia
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Dopo un lungo iter negoziale, durato sei anni, è stato finalmente raggiunto l’accordo tra la Fisac Cgil, le altre organizzazioni sindacali e l’Abi per il rinnovo del contratto nazionale dei dirigenti bancari, che interessa circa 6.300 lavoratori del settore. "Esprimiamo soddisfazione – ha dichiarato Susy Esposito, segretaria generale della Fisac Cgil – perché con questa stipula si chiude un percorso complesso, che ha portato risultati significativi per le lavoratrici e i lavoratori a tutti i livelli".
L’intesa, valida fino al 2028, prevede un aumento sostanziale del trattamento economico minimo, che passa dagli attuali 65mila euro agli 80mila lordi annui a partire dal primo agosto, per poi salire a 85mila dal gennaio 2026. Si tratta di un incremento complessivo del 31%, suddiviso in due tranche: la prima, di 15mila euro, sarà erogata già quest’estate, mentre la seconda, da 5mila, scatterà tra diciotto mesi. Le retribuzioni, come di consueto nel settore, verranno corrisposte in tredici mensilità.
Oltre all’aspetto salariale, il nuovo contratto introduce miglioramenti anche sul piano normativo, come l’aumento del 50% del periodo di comporto in caso di disabilità riconosciuta. Un dettaglio non secondario, che risponde alle esigenze di tutela di una categoria spesso sottoposta a pressioni elevate.
La Fabi, insieme a First Cisl, Uilca e Unisin, ha sottolineato l’importanza di un accordo che, dopo anni di stallo, ridisegna le condizioni di un comparto cruciale per l’economia. Sebbene i numeri parlino di un adeguamento necessario – gli ultimi rinnovi risalivano infatti al 2018 –, l’entità dell’aumento riflette anche le tensioni inflazionistiche degli ultimi anni, che hanno eroso il potere d’acquisto.




