Firmato il protocollo per l'America's Cup: la vela si prepara a una nuova era

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre il Mediterraneo, in queste settimane, si mostrava capriccioso con i suoi venti incostanti – tra Maestrale e Meltemi che rendevano difficile la vita ai velisti – nella notte tra l’11 e il 12 agosto si è chiuso un capitolo cruciale per il futuro dell'America's Cup. Grant Dalton, amministratore delegato del Team New Zealand e di America’s Cup Event, insieme a sir Ben Ainslie, patron di Athena Racing e rappresentante del Challenger of Record, ha firmato il protocollo che definirà non solo la 38ª edizione della competizione, in programma a Napoli nel 2027, ma anche quella successiva.

«Per vincere in acqua, bisogna prima vincere fuori dall’acqua», aveva detto Dalton pochi giorni fa, sottolineando come la firma dell’accordo rappresenti più della metà del percorso verso la conquista della Coppa. Il documento, frutto di mesi di trattative tra il defender neozelandese e lo sfidante britannico, introduce regole destinate a cambiare radicalmente lo sport della vela. Tra le novità più significative, l’addio ai cosiddetti “velisti ciclisti”, atleti che sfruttavano sistemi idraulici per generare potenza, sostituiti da batterie più efficienti e sostenibili. Inoltre, sarà imposto un tetto massimo di due stranieri per imbarcazione, una mossa che punta a bilanciare competitività e identità nazionale.

Dalton ha rivelato che i colloqui con Ainslie erano iniziati già prima dell’edizione di Barcellona, concentrandosi su una riforma strutturale della competizione. «Questa sarà l’ultima America’s Cup sotto l’attuale governance», ha precisato, lasciando intendere che dal 2029 il torneo avrà un volto nuovo. Intanto, per il 2027, si punta a un evento spettacolare, con un’esperienza di regata più accessibile agli spettatori e un maggiore coinvolgimento tecnologico.

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