Il Venezuela vince il World Baseball Classic, premi da record grazie ai diritti tv con Netflix
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Redazione Sport
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Non era soltanto una questione sportiva, anche se il 3-2 inflitto agli Stati Uniti in una finale combattuta sino all’ultimo lancio, quel nono inning con il punto decisivo di Eugenio Suárez, varrebbe già da solo a consegnare agli annali questa edizione del World Baseball Classic. La selección venezuelana, per la prima volta nella sua storia, si è laureata campione del mondo battendo i padroni di casa a Miami, e lo ha fatto in uno stadio, il LoanDepot Park, dove il tifo sugli spalti raccontava una storia diversa rispetto alla geografia della partita: sembrava di essere a Caracas, non in Florida. E se da un lato la politica, con quel recente blitz che ha portato all’arresto dell’ex presidente e con le provocazioni social di Donald Trump — il quale alla vigilia si era chiesto se i venezuelani non fossero in realtà il cinquantunesimo stato americano — ha cercato di intrecciarsi con la narrazione del trionfo, dall’altro lato i riflettori si sono accesi sulle cifre faraoniche del torneo.
Una pioggia di milioni per i campioni, merito dell'accordo con Netflix
I numeri, del resto, parlano chiaro e raccontano di un’impennata finanziaria senza precedenti per la competizione. Il montepremi complessivo del World Baseball Classic 2026 ha raggiunto i 37 milioni di dollari, una cifra più che doppia rispetto ai 15 milioni dell’edizione del 2023. Di questi, alla nazionale vincitrice spettano 6,75 milioni di dollari, una somma che comprende i 750mila euro garantiti a tutte e venti le partecipanti, le addizionali per il passaggio del turno e infine il bonus di 2,5 milioni riservato alla squadra che alza il trofeo. A determinare questo sostanzioso incremento, spiegano gli analisti sportivi citati da The Athletic, è stato soprattutto l’accordo commerciale siglato tra la Major League Baseball e Netflix per la trasmissione delle partite in Giappone, un contratto del valore stimato superiore ai cento milioni di dollari. Un’iniezione di liquidità che ha fatto lievitare i guadagni di tutti, ma in particolare quelli dei giocatori sudamericani.
Assegni da oltre centomila dollari a testa per i giocatori sudamericani
La ripartizione del tesoretto, va detto, segue un criterio preciso e consolidato: la metà dei 6,75 milioni finisce nelle casse della federazione venezuelana, mentre l’altra metà, circa 3,375 milioni di dollari, viene divisa tra i membri della rosa. Tra stelle affermate del campionato americano e giovani promesse, il gruppo dei vincitori si troverà così a spartirsi una somma che, secondo le prime stime, dovrebbe tradursi in un assegno prossimo ai 112.500 dollari per ciascuno. Una cifra che, per quanto ragguardevole e superiore ai compensi delle scorse edizioni — dove si parlava di circa 8.375 dollari a testa nel 2023 — assume contorni diversi a seconda del tesserato a cui ci si riferisce. Se per molti giocatori di casa base si tratta di una mancia sostanziosa, per altri, magari alle prese con il salario minimo della lega, intorno ai 780mila dollari annui, rappresenta un’entità ben più significativa. Un successo che si misura quindi non solo in termini di gloria, ma anche in un vero e proprio bonus inaspettato, alimentato dalla nuova linfa economica che il colosso dello streaming ha immesso nel torneo, rivoluzionandone di fatto la portata mediatica e finanziaria.




