L'operazione Ragnatela dell'Ucraina: un colpo strategico per Mosca

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’attacco condotto dall’Ucraina nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno, denominato “Ragnatela”, ha rappresentato una delle operazioni più audaci dall’inizio dell’invasione russa. Con l’impiego di 117 droni, Kiev ha colpito simultaneamente quattro basi aeree strategiche, alcune delle quali situate in Siberia, a migliaia di chilometri dal fronte. I danni inflitti all’aviazione russa – stimati in circa 7 miliardi di dollari – includono la distruzione o l’inabilitazione di 41 bombardieri, pari al 34% della flotta destinata al lancio di missili da crociera.

Marco Di Liddo, direttore del Centro Studi Internazionali (CeSI), definisce l’operazione «un autentico disastro per Mosca», sottolineando come le forze ucraine abbiano «rasentato la perfezione nella logistica e nella pianificazione». Il danno politico e d’immagine per il Cremlino, già alle prese con una guerra più lunga del previsto, è stato ulteriormente aggravato dal successivo attacco al ponte di Crimea, colpito per la terza volta nella mattinata del 3 giugno.

Alcuni osservatori hanno paragonato l’effetto sorpresa dell’operazione a una “Pearl Harbor russa”, un parallelismo che Di Liddo considera efficace pur con le dovute cautele. «Nessun evento storico è davvero identico a un altro», precisa, «ma l’impatto strategico è innegabile». L’Sbu, il servizio segreto ucraino, ha dimostrato di poter colpire obiettivi sensibili ben oltre le linee nemiche, minando la percezione di invulnerabilità che Mosca ha cercato di coltivare.

L’azione, coordinata con precisione, ha sfruttato le vulnerabilità dei sistemi di difesa aerea russi, esposti a una nuova generazione di droni modificati per raggiungere distanze prima considerate impossibili. Se Trump, nel recente confronto con Zelensky, ha ribadito che «non avete le carte» per vincere, l’Ucraina ha risposto sul campo, mostrando una capacità operativa autonoma che ridimensiona l’immagine di un paese dipendente dagli aiuti occidentali.

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