Ucraina, i droni colpiscono in profondità: distrutti oltre 40 bombardieri russi nell’"operazione Ragnatela"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le immagini, catturate da un aereo da ricognizione ucraino, mostrano quello che i servizi di Kiev definiscono un colpo strategico senza precedenti: decine di bombardieri russi ridotti in fiamme in una serie di attacchi coordinati, pianificati da almeno un anno e mezzo. L’"operazione Ragnatela", così è stata ribattezzata, ha preso di mira aeroporti militari nel cuore del territorio russo, con oltre 40 velivoli colpiti, tra cui i temuti Tu-95, pilastro della forza aerea di Mosca.

I droni, nascosti all’interno di casse trasportate su camion, sarebbero stati attivati al momento opportuno, decollando in autonomia per raggiungere gli obiettivi. Una tecnica che, secondo fonti ucraine, ha permesso di eludere i sistemi di difesa russi, esponendo vulnerabilità critiche nell’apparato militare del Cremlino. Le nuove riprese diffuse dall’esercito di Kiev ritraggono le fiamme avvolgere i bombardieri, mentre le esplosioni si susseguono in quelle che erano considerate basi sicure, lontane dal fronte.

La reazione dei milblogger russi non si è fatta attendere, con accuse durissime verso i vertici della difesa e i servizi segreti, definiti incapaci di proteggere infrastrutture vitali. «Un’umiliazione inaccettabile», hanno scritto alcuni, sottolineando come l’attacco abbia rivelato fallimenti gravissimi nella catena di comando. La disfatta, arrivata dopo un’ondata di oltre cento droni lanciati simultaneamente, ha scatenato una crisi interna, alimentando tensioni già latenti tra i gruppi di potere vicini al ministero della Difesa.

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