Rischio valanghe "forte" sulle Alpi dopo la nevicata storica, seppellita una seggiovia a Macugnaga

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La nevicata che ha avvolto il Piemonte sud-occidentale, cominciata lunedì e destinata a esaurirsi soltanto nelle prossime ore, verrà ricordata come un evento storico per intensità e durata, capace di ridisegnare i paesaggi con un manto bianco che da anni non si osservava in tali misure nel periodo natalizio. I fiocchi, i quali hanno caratterizzato anche la notte di Natale in molte vallate, dalle Langhe al Cuneese fino alle colline alpine, hanno creato uno scenario di rara suggestione, ma hanno al contempo innescato una situazione di concreto pericolo in montagna, dove la magia lascia il posto a un allarme reale.

Il bollettino di Arpa: grado di pericolo 4, "forte"

Il bollettino di Arpa Piemonte segnala per oggi, venerdì 26 dicembre, un grado di pericolo 4 – definito "forte" – per le Alpi Cozie Sud di confine e le Alpi Marittime occidentali, con particolare riferimento alle valli del Monregalese, alle valli Gesso e Vermenagna. Si tratta di uno dei livelli più elevati nella scala di pericolosità, il quale indica un rischio concreto di valanghe di grandi dimensioni, in grado di raggiungere i percorsi abituali e di minacciare persino alcune vie di comunicazione. Le valutazioni nivologiche, del resto, evidenziano come il manto nevoso risulti instabile in quota, soprattutto sui pendii ripidi e sui versanti dove la neve fresca, depositata in modo irregolare anche a causa del vento, ha creato accumuli pericolosi.

La seggiovia sepolta a Macugnaga e l'appello alla prudenza

L'eccezionalità degli accumuli, che in alcune zone superano il metro e mezzo, è stata resa evidente dall'immagine della seggiovia Pecetto a Macugnaga, la cui stazione di arrivo in località Belvedere è stata completamente sepolta dalla coltre bianca. L'episodio, seppur spettacolare, rappresenta una testimonianza tangibile della potenza dell'evento meteorologico, il quale, nonostante le prime schiarite di Santo Stefano e l'atteso aumento delle temperature, non riduce nell'immediato il rischio di distacchi. Le autorità, per questo, rinnovano con forza l'invito alla massima prudenza, sconsigliando tassativamente di sciare al di fuori delle piste battute e di avventurarsi in itinerari non controllati.

Un pericolo diffuso sull'arco alpino

La neve è caduta abbondante su gran parte dell'arco alpino occidentale, da Prato Nevoso a Cogne, da Sestriere a Bardonecchia, creando condizioni di potenziale instabilità diffuse. Sebbene in Valle d'Aosta gli accumuli siano stati leggermente inferiori, il colpo d'occhio resta comunque impressionante, con gli abeti di Valtournenche completamente imbiancati. La transizione verso il bel tempo, con minime in calo e massime che potrebbero arrivare a 10-12 gradi sabato, non deve quindi trarre in inganno: il pericolo valanghe, dopo un evento di tale portata, permane elevato e richiede una consapevolezza che va al di là della semplice ammirazione del paesaggio.

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