Disastro aereo in Corea del Sud, perquisiti gli uffici di Jeju Air

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La polizia sudcoreana ha effettuato una serie di perquisizioni presso l'aeroporto internazionale di Muan, l'ufficio di Jeju Air a Seul e altre sedi, in seguito al tragico incidente aereo del 29 dicembre, che ha coinvolto un Boeing 737-800 proveniente da Bangkok e gestito dalla compagnia Jeju Air. L'incidente ha causato la morte di 179 persone, tra cui l'80enne Bae, il passeggero più anziano a bordo, che viaggiava con la moglie, le figlie, il genero e i quattro nipoti, la più giovane dei quali aveva solo cinque anni.

Le operazioni di perquisizione e sequestro, condotte dalla polizia provinciale di Jeonnam, sono iniziate alle 9 del mattino del 2 gennaio e hanno interessato tre località, tra cui l'aeroporto di Muan, l'ufficio di Jeju Air a Seul e un ufficio regionale della compagnia aerea a Busan. Gli agenti hanno sequestrato documenti e materiali utili alle indagini, nel tentativo di chiarire le cause dell'incidente e accertare eventuali responsabilità.

L'immagine di un piccolo cagnolino bianco, che continua ad aspettare invano il ritorno del suo padrone, il signor Bae, ha commosso molti. Il cagnolino, simbolo di fedeltà e dolore, è stato visto più volte davanti alla porta di casa, sperando nel ritorno del suo amato padrone, vittima del disastro insieme a tutta la sua famiglia.

Le autorità sudcoreane stanno lavorando intensamente per raccogliere tutte le informazioni necessarie e fare luce su quanto accaduto.

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