Zelensky presenta il piano di pace con Usa e Ue: tregua, zona franca e ritiro delle truppe. Mosca si prepara a mobilitare 300mila soldati

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato la messa a punto di un piano di pace condiviso con Stati Uniti e Unione Europea, un documento che, nelle sue linee essenziali, prevede un cessate il fuoco, l'istituzione di una zona economica franca e il graduale ritiro delle truppe russe dai territori occupati.

L'annuncio, giunto in concomitanza con il 35esimo anniversario dell'indipendenza dell'Ucraina dall'Unione Sovietica, è stato accompagnato da una valutazione ottimistica sui tempi del conflitto: secondo Zelensky, la fase diplomatica è entrata nel suo momento più attivo e potrebbe portare alla conclusione della guerra entro la fine dell'estate del 2027.

Il vertice dei Volenterosi e l'assenza di Trump

Kiev si prepara ad accogliere diversi leader europei in occasione della ricorrenza, con un vertice dei cosiddetti Volenterosi in programma nella capitale ucraina. A pesare sull'atmosfera, tuttavia, è la mancata partecipazione del presidente americano Donald Trump, assenza che, secondo gli osservatori, segnala un nuovo raffreddamento dei rapporti tra Ucraina e Stati Uniti.

La visita più attesa è invece quella del primo ministro britannico Andy Burnham, che secondo quanto riferito da Downing Street si recherà oggi a Kiev per il suo primo viaggio internazionale da quando ha assunto l'incarico alla fine di luglio. Il leader laburista dovrebbe annunciare il via libera del governo alla condivisione di informazioni classificate da parte dell'azienda di difesa Mbda sui componenti britannici del missile a lungo raggio Scalp, una mossa che rafforzerebbe ulteriormente la capacità di attacco ucraina in profondità.

Le accuse di corruzione dall'ex ministro Fedorov

A gettare un'ombra sulle celebrazioni e sulle trattative diplomatiche sono però le dichiarazioni rilasciate alla Bbc da Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa ucraino recentemente destituito. Fedorov, figura molto popolare nell'apparato governativo, ha affermato che il presidente Zelensky avrebbe "delle domande a cui rispondere" riguardo a episodi di corruzione che coinvolgerebbero il suo governo.

Il suo licenziamento, avvenuto il mese scorso, sarebbe stato preceduto da un presunto diverbio con il capo delle forze armate ucraine, e le sue parole alimentano ora un nuovo fronte di tensione interna mentre il paese è impegnato su quello militare. Le accuse si aggiungono a una recente indagine su un presunto giro corruttivo che riguarderebbe l'inner circle del presidente, una vicenda che rischia di minare la credibilità dell'esecutivo proprio nel momento in cui cerca di proiettare un'immagine di compattezza verso i partner occidentali.

La mobilitazione russa e gli attacchi sul territorio

Sul fronte militare, la Russia starebbe preparando un nuovo massiccio sforzo di arruolamento: secondo le fonti citate da Zelensky, Mosca si appresta a mobilitare 300mila soldati, un numero che, se confermato, segnerebbe una delle più ampie campagne di leva dall'inizio del conflitto. Nel frattempo, la guerra continua a colpire anche obiettivi lontani dalle linee del fronte, come dimostra l'attacco con droni ucraini contro il rivenditore online Ozon, nella regione di Krasnodar.

La ricorrenza dell'indipendenza, insomma, si consuma ancora una volta sotto le bombe dell'esercito russo, con la diplomazia che prova a tracciare un corridoio verso la pace mentre le accusa di corruzione e le tensioni politiche interne complicano il quadro già drammatico della guerra.

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