Roma, il ko col Brighton accende l'allarme: difesa in crisi e mercato da rifare per Gasperini
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Redazione Sport
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La sconfitta per 3-0 contro il Brighton, maturata nell'ultima amichevole del tour britannico, ha lasciato strascichi pesanti in casa Roma. La prestazione opaca offerta all'American Express Stadium non ha fatto dormire sonni tranquilli a Gian Piero Gasperini, che già nel dopopartita si è lasciato andare a parole durissime, definendo la prova della sua squadra “pessima” e ammettendo senza troppi giri di parole che il gruppo, in questo momento, fatica a riattaccare la spina.
Un campanello d'allarme che suona forte a poco più di due settimane dall'esordio in campionato contro la Fiorentina e che pone interrogativi importanti sulla reale competitività di questa squadra, ancora evidentemente in fase di costruzione e con diversi tasselli da sistemare sul tavolo del mercato.
La difesa non è più un muro: numeri e fragilità preoccupanti
La retroguardia giallorossa, che nella scorsa stagione di Serie A aveva stretto i denti e si era guadagnata il titolo di seconda miglior difesa del campionato, sta mostrando un volto preoccupantemente diverso in questa fase di preparazione. Se i numeri del torneo passato parlavano di una solidità invidiabile, con una media di reti incassate che aveva contribuito in modo determinante alla rincorsa verso i vertici della classifica, quelli del precampionato attuale raccontano una storia quasi opposta.
Nelle tre amichevoli disputate tra Galles e Inghilterra, la Roma ha infatti subito otto gol, quattro dal Cardiff, uno dal Newport e tre dal Brighton, saliti a undici se si considera anche il test contro il Cannes, partita in cui la superiorità numerica degli avversari nella ripresa aveva comunque influito sul risultato.
A preoccupare non è tanto il dato statistico in sé, che in amichevole va sempre preso con le dovute precauzioni, quanto il modo in cui sono arrivate queste reti. La sensazione, confermata anche da Gasperini in conferenza stampa, è che la squadra sia apparsa slegata e priva della necessaria concentrazione difensiva, mostrando lacune che nell'ultimo torneo erano state un punto di forza.
Durante il match con il Brighton, errori individuali e un'organizzazione collettiva spesso in affanno hanno consentito agli avversari di colpire con una facilità che non ci si aspetterebbe da una difesa di questo calibro, con il tecnico che a un certo punto è stato ripreso dalle telecamere mentre urlava di cambiare l'assetto a causa di un appoggio sbagliato che aveva favorito il raddoppio di Ayari.
Le parole di Gasperini e l'affondo sul mercato: "Servono rinforzi"
L'allenatore, nel commentare la prestazione di Brighton, non ha cercato alibi e ha ammesso apertamente le difficoltà incontrate dalla squadra nel trovare la giusta brillantezza, sebbene abbia comunque sottolineato che, a parte questa brutta prova, la settimana di lavoro in Gran Bretagna era stata positiva, grazie anche a strutture adatte e a un ambiente favorevole per gli allenamenti. Il vero nodo, tuttavia, emerge quando il discorso cade sul mercato e sulla costruzione della rosa.
In un momento in cui molte squadre sembrano ormai avere le idee chiare, Gasperini ha puntato il dito contro una situazione paradossale che, a suo dire, sta penalizzando la sua squadra: «Noi non riusciamo a fare mercato perché ne abbiamo troppo pochi».
Una frecciata rivolta alla società, con l'invito a muoversi con maggiore decisione per completare un organico che, in questo momento, appare numericamente e qualitativamente insufficiente per gli obiettivi stagionali. Il tecnico ha chiarito che il direttore sportivo Tony D'Amico è al lavoro per chiudere le trattative, ma il messaggio è chiaro: servono giocatori, e servono subito, possibilmente prima dell'inizio del campionato.
La priorità al momento sembra essere quella di trovare un rinforzo per la fascia destra, per sostituire l'ormai ex Celik, e un esterno offensivo, con le piste che portano a Read del Feyenoord e Nusa del Lipsia, anche se per quest'ultimo la richiesta di 60 milioni del club tedesco rappresenta un ostacolo non da poco, spingendo la dirigenza a valutare alternative come Leweling dello Stoccarda.
Uno squilibrio che si ripercuote in campo
L'effetto di questo mercato ancora incompleto si è visto tutto in campo contro il Brighton. La squadra ha mostrato una evidente fragilità nelle transizioni, sia offensive che difensive, e ha sofferto la maggiore organizzazione e intensità degli avversari. L'assenza di un top player in grado di dare imprevedibilità in fascia, unita alla mancanza di ricambi in alcuni ruoli chiave, rende la manovra prevedibile e la fase di non possesso delicata.
Lo stesso Gasperini, pur riconoscendo la bontà dei colpi già messi a segno, come l'arrivo di Castro o l'imminente arrivo di Molina dall'Atletico Madrid, ha evidenziato come numericamente ci sia ancora bisogno di qualcosa di più.
La speranza è che gli ultimi giorni di mercato possano portare gli innesti necessari per ridare linfa e compattezza a un gruppo che rischia di arrivare al via del campionato con il fiato corto e la testa ancora rivolta al mercato.
La prossima settimana sarà decisiva anche per rivedere in campo alcuni degli elementi reduci dal Mondiale, come Ndicka, Wesley e Malen, che Gasperini ha definito "un po' svuotati" e che necessitano di tempo per recuperare la migliore condizione; contemporaneamente, l'inserimento dei nuovi arrivi, su tutti Molina, che sarà a disposizione da martedì, dovrà avvenire in tempi rapidi per evitare che la sensazione di incompiutezza si trascini anche in campionato.
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