Genova, sospeso il comandante della polizia locale Giurato: indagato per il caso Salis
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Redazione Interno
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Il Comune di Genova ha formalizzato la sospensione di Gianluca Giurato dal ruolo di comandante della polizia locale, trasferendolo al settore Ambiente, seppure con mansioni dirigenziali. La decisione, annunciata nei giorni scorsi dall’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi, segue le indagini della Guardia di Finanza su un presunto dossieraggio ai danni di Silvia Salis, allora candidata per il centrosinistra e oggi sindaca della città. Giurato, che resta ai vertici dell’amministrazione in attesa di sviluppi giudiziari, è accusato di aver rivelato atti coperti da segreto d’ufficio, in particolare un verbale riservato relativo a un incidente che aveva coinvolto Salis otto mesi prima delle elezioni.
Il documento, secondo le ricostruzioni, sarebbe stato consegnato all’allora assessore alla Sicurezza Sergio Gambino – anch’egli indagato per corruzione e ora sostituito da Viscogliosi – in un contesto che lascerebbe supporre un utilizzo politico delle informazioni. Le accuse, ancora da dimostrare in sede processuale, includono anche il reato di falso, oltre alla già citata violazione della riservatezza. La vicenda, emersa nel corso di un’inchiesta più ampia sulla polizia locale, ha riacceso il dibattito sui metodi utilizzati durante la campagna elettorale, sollevando interrogativi sulla liceità di certi comportamenti.
A livello politico, la polemica ha oltrepassato i confini regionali. Angelo Bonelli, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, ha criticato duramente il silenzio del governo, definendolo «inaccettabile» e puntando il dito contro la premier Giorgia Meloni, accusata di non essersi pronunciata su quanto accaduto. «Questa inchiesta svela il volto della destra», ha aggiunto Bonelli, trasformando un caso locale in un tema nazionale.




