Marotta difende Bastoni dal “linciaggio” e lo blinda: “Rest un patrimonio dell’Inter”
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Redazione Sport
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La domenica di Pasqua a San Siro, prima del calcio d’inizio tra Inter e Roma, non porta solo il consueto rituale delle formazioni ufficiali o il peso specifico di una sfida che, almeno sulla carta, può rimescolare le carte in vetta alla classifica. Porta invece, e forse con ancor più prepotenza, le parole taglienti di Giuseppe Marotta – presidente e amministratore delegato nerazzurro – il quale ha scelto di alzare il muro attorno ad Alessandro Bastoni. Il difensore, com’è noto, si è ritrovato al centro di un turbine polemico dopo l’espulsione rimediata in Bosnia-Erzegovina, un episodio che molti hanno indicato come uno dei fattori determinanti per la mancata qualificazione azzurra al prossimo Mondiale. Marotta, però, non ci sta: “Intanto è vergognoso che Bastoni sia esposto a questo continuo linciaggio – ha detto ai microfoni di DAZN – come se fosse colpevole di chissà cosa”. Una difesa a spada tratta, insomma, che lascia poco spazio a interpretazioni ambigue.
Un linciaggio mediatico senza fondamento, secondo il numero uno nerazzurro
La scelta lessicale di Marotta non è affatto casuale: “linciaggio” è un termine pesante, volutamente evocativo, che mira a restituire la sensazione di un accanimento sproporzionato rispetto all’effettiva responsabilità del giocatore. Il presidente, nel suo intervento, ha ricordato come l’eliminazione dalla corsa mondiale abbia “origini un pochino più complesse” – senza però addentrarsi in dettagli o inutili processi alle intenzioni – e come un singolo errore, per quanto grave agli occhi dell’opinione pubblica, non possa trasformarsi in un patibolo mediatico. Bastoni, dal canto suo, resta un calciatore di valore assoluto: “Si può sbagliare”, ha aggiunto Marotta, quasi a voler restituire al ragazzo una dignità professionale che le critiche roventi degli ultimi giorni avevano tentato di erodere. Il riferimento implicito alla pressione esterna, quella dei social e delle tribune televisive, traspare senza bisogno di nominarla; è un ambiente in cui il singolo episodio finisce spesso per oscurare un’intera carriera.
La lotta scudetto e le sette partite che restano: “Serve una vittoria per dare stimoli”
Ovviamente, il presidente non ha potuto evitare di commentare anche l’attuale momento della sua squadra, reduce da una sconfitta e due pareggi nelle ultime tre uscite. Un filotto che ha un po’ raffreddato gli entusiasmi iniziali, ma che Marotta invita a leggere con prospettiva. “Mancano ancora 24 punti – ha spiegato – e una vittoria ci darebbe più stimoli, più motivazioni, più sicurezza. Fare risultato pieno sarebbe importante, ma siamo ancora in una fase interlocutoria”. L’espressione “fase interlocutoria” suona quasi come un avvertimento: sette giornate al termine del campionato (otto prima di questa partita, come ha precisato lui stesso) sono tante, troppe per decretare qualcosa. Eppure, vincere contro la Roma, in un quadro pasquale che sa già di spareggio psicologico, potrebbe iniettare quel sale nelle vene che al momento sembra mancare. Marotta lo dice senza giri di parole: la sicurezza è un’alleata capricciosa, e va alimentata con i risultati.
Bastoni resta un patrimonio: nessuna cessione all’orizzonte, nonostante le voci
La parte forse più interessante del discorso del presidente, però, è quella che riguarda il futuro del difensore. Le critiche feroci ricevute dopo Bosnia-Italia avevano inevitabilmente alimentato le solite chiacchiere da calciomercato: chissà se Bastoni potrebbe sentirsi tradito dall’ambiente, chissà se un’offerta importante dalla Premier o dalla Liga potrebbe farlo vacillare. Marotta ha spazzato via ogni dubbio con una frase secca: “Resta un patrimonio dell’Inter”. Nessuna ambiguità, nessuna porta socchiusa. Il concetto è chiaro: il giocatore non è sul mercato, e l’eventuale interesse esterno non troverà terreno fertile. Un modo, questo, anche per proteggere il ragazzo da ulteriori pressioni speculative, quelle che spesso accompagnano i grandi club europei quando fiutano un momento di fragilità. D’altronde, la linea della società nerazzurra è sempre stata quella di blindare i propri talenti migliori, e Bastoni – nonostante l’errore in nazionale – rientra a pieno titolo in questa categoria. Le parole di Marotta, quindi, hanno il sapore di un’investitura oltre che di una difesa.
L’appuntamento con la Roma e il valore psicologico dei tre punti
Tornando al presente, la sfida contro i giallorossi assume contorni quasi terapeutici per l’Inter. Dopo un piccolo scivolone nelle ultime giornate, la squadra di Inzaghi ha bisogno di ritrovare quella continuità che l’aveva lanciata verso il vertice. Marotta lo sa bene, e per questo sottolinea come “ogni partita devi fare tanta fatica e avere tante motivazioni”. Non c’è spazio per calcoli o ragionamenti troppo raffinati: i 24 punti ancora disponibili rappresentano un tesoro da conquistare metro dopo metro. E una vittoria, in questo frangente, varrebbe doppio: non solo in classifica, ma nella testa dei giocatori. Per Bastoni, in particolare, scendere in campo a San Siro dopo le polemiche sarà un piccolo esame di maturità. Marotta, con le sue dichiarazioni, ha voluto togliergli un peso dalle spalle. Adesso tocca al campo rispondere.




