Mercato due ruote 2025, il sorpasso degli scooter mette in ombra le moto

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I dati definitivi sulle immatricolazioni, resi noti da Confindustria ANCMA, consegnano alla storia un anno complesso per il settore delle due ruote a motore, il quale, pur reggendo nel suo insieme, rivela dinamiche interne profondamente divergenti e quasi contrapposte. A trainare il mercato, sorreggendone il volume complessivo, sono infatti gli scooter, che chiudono il 2025 con un incoraggiante segno positivo del 5,5%, un dato che dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la vitalità di una categoria legata a doppio filo con l’utilità quotidiana e la mobilità urbana. Dall’altra parte, invece, si registra una brusca frenata per il comparto delle moto, il quale patisce una flessione particolarmente marcata, superiore al 19%, un calo che non può essere liquidato come una semplice oscillazione fisiologica ma che impone una riflessione sulle sue cause strutturali.

Le ragioni di un divario sempre più ampio

La forbice tra i due segmenti, che si è andata allargando nel corso dei dodici mesi, ha una sua logica, legata a fattori economici e di utilizzo che l’analisi dei numeri rende evidenti. Gli scooter, il cui acquisto è spesso dettato da esigenze pratiche e di costo, continuano a rappresentare, per una fetta consistente di utenti, la soluzione più razionale per muoversi nel traffico cittadino, offrendo un compromesso vantaggioso tra agilità, prezzo di acquisto e consumi contenuti. Le moto, al contrario, risentono maggiormente di un clima di incertezza economica che frena gli acquisti più "emotivi" o legati al tempo libero, investimenti che molti, in questo frangente, sembrano voler rimandare, privilegiando forse la manutenzione del mezzo già in garage. La contrazione, del resto, non è uniforme nemmeno al suo interno, poiché alcuni di essi, come quelli dell’alta cilindrata, potrebbero aver mostrato una tenuta migliore rispetto ad altri.

Il capitolo elettrico: un ottimismo ridimensionato

Un discorso a parte, che completa il quadro di un mercato in trasformazione, merita la mobilità a zero emissioni, la quale, nonostante le aspettative e le spinte normative, ha registrato un passo indietro nel 2025. Le immatricolazioni totali di ciclomotori, scooter e moto elettrici sono infatti scese a 8.561 unità, un dato che, confrontato con le 10.170 del 2024, segna un ulteriore calo del 15,8%, il quale segue quello, già significativo, dell’anno precedente. Questo trend negativo, che si protrae per due esercizi consecutivi, indica come la transizione elettrica nel mondo delle due ruote non sia affatto un processo lineare e scontato, ma dipenda da un equilibrio complesso di fattori, tra cui l’ancora limitata autonomia, i costi spesso elevati e una rete di ricarica percepita come non sufficientemente capillare, specialmente per chi usa il veicolo per percorrere lunghe distanze.

Uno sguardo al contesto e alle prospettive

Il quadro che emerge, insomma, è quello di un ecosistema in transizione, dove le esigenze della mobilità pratica sembrano garantire uno scudo parziale alle turbolenze, a differenza dei segmenti più legati alla passione e allo svago. Anche il panorama internazionale, con le sue tensioni geopolitiche e le oscillazioni nei costi delle materie prime, ha certamente influito sulle catene di fornitura e sui listini finali, elementi che non possono essere trascurati in un’analisi completa. La contrazione del segmento elettrico, d’altronde, appare come un segnale importante per gli operatori del settore e per i policy maker, i quali sono chiamati a valutare con realismo gli strumenti necessari per accompagnare una trasformazione tecnologica che, al momento, stenta a decollare secondo i ritmi previsti, richiedendo probabilmente un ripensamento degli incentivi e delle infrastrutture.

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