Il Barcellona non si arrende: Laporta annuncia un nuovo ricorso dopo l’eliminazione con l’Atletico Madrid
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Redazione Sport
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La doppia sfida dei quarti di finale di Champions League tra Atletico Madrid e Barcellona, che ha visto i colchoneros volare in semifinale grazie al risultato complessivo di 3-2 (2-0 all’andata, 1-2 al ritorno), si trascina ormai da giorni fuori dal rettangolo verde. Il presidente Joan Laporta, a margine di un evento nella città catalana riportato da diversi media spagnoli, ha rotto il silenzio per annunciare un’offensiva legale senza precedenti: “Faremo un altro ricorso, Var e arbitro hanno condizionato il risultato finale”. Il dirigente, dopo aver speso parole di circostanza per complimentarsi con la squadra di Simeone per il passaggio del turno, ha però definito “vergognosa” la direzione di gara affidata al fischietto francese Clément Turpin e al VAR, sottolineando come gli errori – a suo dire – abbiano pesato in maniera decisiva in entrambe le gare.
Un conto in sospeso che si riapre tra espulsioni e gol annullati
La scintilla della discordia era scoppiata già una settimana fa al Camp Nou, quando il Barcellona aveva visto respingere il primo ricorso per un presunto rigore non concesso e per l’espulsione di Cubarsì, giudicata dal club catalano eccessivamente severa. Nel match di ritorno al Metropolitano, nonostante la vittoria per 2-1 (grazie alle reti di Yamal e Ferran Torres, intervallate dal gol di Lookman che ha ribaltato il computo totale), la tensione è esplosa nuovamente: l’arbitro Turpin ha prima annullato una rete a Ferran Torres per fuorigioco e, intorno al 78’, ha espulso Eric García per un fallo da ultimo uomo su Sørloth. Laporta, in un intervento riportato da calcionews24, ha contestato proprio quest’ultima decisione: “Koundé poteva arrivare perfettamente sul pallone, Eric non era l’ultimo uomo. L’arbitro aveva dato il giallo e il VAR lo ha fatto correggere di nuovo”.
Il presidente catalano punta il dito contro la gestione Var
L’analisi del numero uno blaugrana, infatti, si è spinta nei dettagli più controversi della partita. Laporta ha elencato una serie di episodi che, a suo parere, hanno disegnato un quadro arbitrale inaccettabile per il club, che ora si prepara a bussare nuovamente alla porta della UEFA. Oltre al rosso a García e al gol annullato a Ferran Torres, il presidente ha citato un intervento duro su Fermín López – che ha lasciato il terreno di gioco con un labbro tumefatto che ha richiesto la medicazione – rimasto inspiegabilmente senza sanzione, e un contatto su Dani Olmo che secondo la dirigenza catalana valeva la concessione del dischetto. “Il gol di Ferran era valido, il rigore su Olmo era rigore, l’aggressione a Fermín è intollerabile. Gli hanno spaccato il labbro. Nessun cartellino”, ha tuonato il presidente, manifestando tutta la propria incredulità per l’operato dei direttori di gara.
Sfottò social e rivalità: l’Atletico risponde a muso duro
Se il fronte legale si scalda, non sono da meno le battaglie ironiche (e meno velate) combattute sui social network. A eliminazione ormai archiviata, l’Atletico Madrid ha infatti infierito sul rivali con una serie di messaggi che hanno fatto il giro del web. Uno dei post più significativi condivisi dall’account ufficiale dei colchoneros recita: “Adoriamo l’odore dell’erba appena tagliata al mattino”. Un chiaro riferimento alle polemiche della vigilia, quando Hansi Flick (l’allenatore del Barcellona) aveva presentato un reclamo alla UEFA per la lunghezza ritenuta eccessiva del manto erboso del Metropolitano. Non è finita qui, perché il club madrileno ha pubblicato un video ironico in cui un leone (simbolo del Barça) si rivela essere in realtà un docile cane, suggellando una qualificazione arrivata con il merito di aver sempre tenuto sotto controllo la serie, dalla partita di andata fino all’ultimo assalto dei catalani nei minuti di recupero del ritorno.
Meta Description: Joan Laporta annuncia un nuovo ricorso alla UEFA dopo l’eliminazione del Barcellona in Champions per mano dell’Atletico Madrid. Il presidente attacca l’arbitraggio e il Var.




