Rottamazione Quinquies: Verso l'Inclusione degli Avvisi Bonari nel Prossimo Decreto
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Mentre al Ministero dell’Economia si intensificano le consultazioni in vista della presentazione del Piano dei conti, i connotati della cosiddetta rottamazione quinquies, il provvedimento che il governo intende varare con la prossima legge di bilancio, cominciano a delinearsi con maggiore chiarezza.
Ampliamento del perimetro della sanatoria
Dopo il ritiro massivo degli emendamenti presentati, l’unica proposta di modifica ancora sul tavolo punta esplicitamente a un ampliamento della definizione agevolata, la quale, secondo quanto previsto dal testo originario, si applicherebbe esclusivamente ai crediti già affidati agli agenti della riscossione. L’emendamento sopravvissuto, al contrario, tenta di estendere il perimetro della sanatoria anche agli avvisi bonari, facendo rientrare nell’operazione tutti i carichi notificati ai debitori entro lo scorso 31 dicembre, un’inclusione che, se confermata, allargherebbe notevolmente la platea dei potenziali beneficiari.
Il piano rateale per l'estinzione del debito
Il disegno della misura, che riguarda i contribuenti non in regola con il fisco, prevede una articolata rateizzazione del debito da estinguere in un arco temporale di otto anni, per un totale di novantasei rate. Le singole tranche di pagamento, secondo quanto si apprende, non dovrebbero essere inferiori a cinquanta euro, una soglia minima che sembra concepita per garantire l’accesso anche a situazioni di minore entità economica. L’idea che circola negli ambienti ministeriali, infatti, è quella di differenziare i piani di rientro in base all’importo complessivo da saldare verso l’erario, prevedendo tempistiche più brevi proprio per gli importi più contenuti.
Lo scenario della finanza pubblica e il fallimento del concordato biennale
Questo lavoro di definizione degli importi di ingresso e della durata del pagamento rateale avviene in uno scenario di finanza pubblica che, stando alle prime valutazioni, non sembra destinato a ricevere un contributo significativo dall’altro strumento di riordino recentemente chiuso, il concordato preventivo biennale. Tale strumento, la cui finestra di adesione si è appena conclusa, ha registrato un tasso di partecipazione che le prime stime degli addetti ai lavori collocano intorno a un deludente dieci percento della platea potenziale, un dato che inevitabilmente influisce sulle previsioni di gettito e sull’atteggiamento verso le nuove iniziative di sanatoria.
Una svolta rispetto al passato
La possibilità di includere gli avvisi bonari, che rappresentano una fase precedente all’invio della cartella di pagamento vera e propria, segnerebbe una significativa evoluzione rispetto alle edizioni passate dello stesso istituto. Sebbene il testo base del provvedimento limiti l’accesso ai soli crediti già passati agli agenti della riscossione, la modifica in discussione aprirebbe a una platea più ampia di debitori, i quali, avendo ricevuto una formale notifica entro la fine dello scorso anno, potrebbero così evitare le fasi successive del processo riscossorio. Resta da vedere, nelle prossime ore, se questa proposta troverà spazio nella versione definitiva della legge di bilancia, oppure se prevarrà un approccio più cauto, dettato dalla necessità di non compromettere gli equilibri di finanza pubblica in un contesto economico già di per sé fragile.




