Il Corpo senza vita di una 22enne in fondo a una scarpata a Cecima, gli inquirenti aprono la pista dell’omicidio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Era ormai qualche giorno che della ragazza, residente a Voghera, si erano perse le tracce quando, nella mattinata di oggi – martedì 28 aprile –, un passante in transito lungo la strada sterrata che da Cecima conduce verso la frazione di Serra del Monte, nell’Oltrepò Pavese, ha fatto una scoperta macabra. Lasciandosi cadere lo sguardo oltre il ciglio della strada, l’uomo ha notato qualcosa che affiorava dall’erba alta, ai piedi di una scarpata profonda circa ottanta metri: il corpo senza vita della ventiduenne, semi-nascosto dalla vegetazione rigogliosa che caratterizza quelle colline. Immediata la chiamata ai soccorsi, che hanno portato sul posto i carabinieri del Comando provinciale di Pavia, ai quali si è poi aggiunto il medico legale insieme al magistrato di turno della Procura di Pavia.

Un giallo che si infittisce tra segni sul e una scomparsa non casuale

La vittima, stando ai primi accertamenti, risultava scomparsa già da giovedì scorso, un dettaglio che ha subito orientato le indagini verso uno scenario ben più complesso di un semplice incidente. A rendere il quadro ancora piú oscuro, del resto, sono state le prime valutazioni del medico legale sul posto: il professionista avrebbe riscontrato sul della giovane dei segni – tra cui graffi ed ecchimosi – che apparirebbero solo in parte compatibili con una caduta accidentale da un dislivello cosí pronunciato. Questi elementi, sebbene da vagliare con l’autopsia (giá disposta), hanno indotto gli inquirenti a non escludere la pista dell’omicidio, mantenendo al contempo aperta ogni ipotesi, dal gesto estremo a un malore improvviso, sebbene quest’ultima evenienza mal si concili con il luogo isolato del ritrovamento.

Perquisizioni nella notte e il cerchio che si stringe attorno a una cerchia ristretta

Mentre i militari dell’Arma setacciavano il terreno impervio alla ricerca di tracce biologiche o oggetti utili alle indagini – convalidando quanto appreso dalle testimonianze di chi, nelle prime ore del mattino, ha udito cani abbaiare insistentemente in quella zona –, un’altra operazione prendeva forma in parallelo. Gli investigatori hanno infatti concentrato l’attenzione su un’abitazione situata proprio a Serra del Monte, a poca distanza dal punto del rinvenimento; si tratta della casa di un amico della vittima, un ragazzo di 23 anni che l’aveva ospitata nei giorni immediatamente precedenti la sua scomparsa. Le forze dell’ordine hanno effettuato una perquisizione approfondita nell’immobile, nella convinzione che lí si possano trovare le chiavi per ricostruire le ultime, decisive ore di vita della ventiduenne prima che si perdesse ogni sua traccia.

Il nodo dei tempi e la macchina investigativa in moto

Una delle variabili piú delicate che il pubblico ministero sta cercando di definire riguarda l’esatta datazione del decesso. Considerato che la famiglia aveva denunciato la scomparsa giovedí, è assai probabile che il giacesse in fondo al dirupo giá da almeno due o tre giorni prima del ritrovamento di stamattina. Questo lasso di tempo, inevitabilmente, complica la raccolta di elementi freschi sulla scena del crimine, anche se gli uomini del Reparto operativo e della scientifica hanno giá avviato verifiche serrate sui tabulati telefonici della giovane. L’obiettivo primario, al momento, è capire se la ragazza sia giunta in quel punto in totale solitudine oppure se qualcuno l’abbia accompagnata – o costretta – a scendere lungo quella strada isolata, trasformando un angolo di campagna apparentemente tranquillo nella scena di un possibile femminicidio.

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