Parma-Verona, un'altra partita e un'altra espulsione: Pellegrino firma la rimonta nel recupero

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Non era bastato, ai veronesi, l'eroico pareggio conquistato in dieci uomini proprio allo scadere della prima frazione; al Tardini, la squadra di Paolo Sammarco è stata costretta ad arrendersi solo al novantatreesimo, quando un colpo di testa di Mateo Pellegrino — il settimo in campionato per l'argentino, specialista della specialità — ha regalato al Parma tre punti pesantissimi nella lotta per non retrocedere. Il 2-1 finale, maturato al termine di una partita che i ducali hanno giocato in superiorità numerica per oltre ottanta minuti, racconta di una sofferenza inaspettata per gli uomini di Carlos Cuesta, abili comunque a scardinare il muro eretto dagli ospiti soltanto all'ultimo respiro. La sfida, infatti, si era messa subito in discesa per i padroni di casa: dopo appena quattro giri d'orologio, Adrián Bernabé aveva controllato e battuto al volo da venti metri, dopo un recupero di Mandela Keita, siglando un gol che sembrava poter indirizzare la contesa sui binari più semplici. E quando all'undicesimo minuto l'arbitro Pairetto ha estratto il cartellino rosso diretto nei confronti di Gift Orban, reo di una protesta plateale e irriguardosa, il copione è parso scritto.

L'orgoglio del Verona e l'ingenuità di Circati

Paradossalmente, però, l'inferiorità numerica ha compattato gli scaligeri, costringendoli a un atteggiamento più guardingo ma al contempo più determinato. I ragazzi di Sammarco hanno abbassato il baricentro, erigendo un blocco basso che per larghi tratti ha reso sterili le trame offensive crociate, incapaci di pungere con continuità nonostante il possesso palla schiacciante. Lorenzo Montipò, tra i pali, si è dimostrato attento e reattivo, negando la gioia del bis prima a Strefezza e poi a Britschgi. E così, quando l'intervallo sembrava poter arrivare con il minimo vantaggio per i ducali, un'ingenuità di Alessandro Circati ha riacceso le speranze ospiti: il difensore italo-australiano, infatti, al quarantunesimo ha steso in area Kieron Bowie, lanciato verso la porta, e dal dischetto Abdou Harroui non ha sbagliato, spiazzando Corvi per l'1-1 che ha gelato il Tardini.

L'assedio sterile e la traversa di Strefezza

Nella ripresa, il copione non è mutato. Il Parma ha ripreso a macinare gioco e a spingere alla ricerca del vantaggio, ma la difesa veneta, ben organizzata e supportata da un Montipò sempre più sicuro, ha retto l'urto. I cross dalla trequarti fioccavano in area, ma Pellegrino, il terminale offensivo designato, è stato sistematicamente marcato e neutralizzato dai difensori avversari. La sensazione, minuto dopo minuto, era quella di una partita che potesse scivolare via senza ulteriori scossoni, complice anche una certa prevedibilità nelle trame offensive dei padroni di casa. Al settantunesimo, però, Gabriel Strefezza ha sfiorato il colpo del ko con un destro a giro dal limite che si è stampato in pieno sulla traversa, suscitando i brividi tra i quasi settemila tifosi gialloblù giunti da Verona. Quella traversa rappresentava il monito che la partita era ancora viva e che il destino era appeso a un episodio.

La zampata nel finale e l'amaro epilogo

L'assalto finale del Parma, condotto con più cuore che lucidità, sembrava destinato a infrangersi contro il muro eretto da Bella-Kotchap e compagni. E invece, al terzo minuto di recupero, quando ormai il pareggio sembrava cosa fatta e il Verona assaporava il gusto di un punto guadagnato con le unghia e con i denti, l'episodio è arrivato. Hans Nicolussi Caviglia, subentrato nella ripresa, ha pescato dalla trequarti la testa di Pellegrino con un cross teso e preciso; l'ariete argentino ha staccato con tempismo, battendo Montipò per il definitivo 2-1. Una doccia gelida per gli ospiti, che vedono così sfumare un risultato prestigioso e restano ancorati all'ultimo posto in classifica, mentre il Parma di Cuesta — che nel prossimo turno affronterà il Milan a San Siro — festeggia una vittoria che sa tanto di svolta nella corsa alla salvezza. Dallo Zini, intanto, arrivano notizie di segno opposto: Cremonese e Genoa non sono andate oltre uno 0-0 che allontana solo di poco i liguri dalla zona calda, ma che non soddisfa certo i grigiorossi, ancora alla ricerca dei tre punti che mancano ormai da undici turni.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.