La nuova Bmw i3, la Serie 3 diventa elettrica e segna l'inizio della Neue Klasse
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Redazione Economia
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Cinquant'anni di storia, cinquant'anni di innovazione, e adesso un nuovo capitolo che si apre con una svolta epocale: la Bmw Serie 3, la berlina che per generazioni ha rappresentato l'essenza della guida sportiva accessibile, entra nell'era della mobilità a zero emissioni. La casa bavarese ha presentato a Monaco la nuova Bmw i3, la prima versione completamente elettrica del suo modello più iconico, e lo ha fatto davanti a quattromila dipendenti riuniti per l'occasione, a testimonianza dell'importanza strategica di questo lancio. Non si tratta di un semplice restyling né di una variante aggiuntiva, bensì del secondo modello basato sulla nuova piattaforma Neue Klasse, l'architettura modulare che il costruttore tedesco ha sviluppato per competere, anche sul fronte delle alimentazioni alternative, con la crescente pressione esercitata dai competitor cinesi nel segmento premium. La scelta di elettrificare proprio la Serie 3, del resto, indica con chiarezza la volontà di Bmw di non lasciare campo libero agli avversari in uno dei segmenti cruciali per il proprio posizionamento commerciale, provando a rispondere al contempo a un calo della domanda nelle berline tradizionali con un'offerta tecnologicamente avanzata. La vettura, che verrà prodotta nello stabilimento di Monaco-Milbertshofen a partire dal prossimo agosto con le prime consegne previste per l'autunno, rappresenta un salto generazionale rispetto a qualsiasi altra elettrica precedentemente realizzata dall'azienda dell'elica.
Una piattaforma inedita per prestazioni da record
Sotto il profilo tecnico, la nuova i3 segna un punto di svolta: la versione di lancio, denominata i3 50 xDrive, monta due motori, uno per asse, in grado di erogare complessivamente 469 cavalli e una coppia di 645 Nm, valori che la avvicinano per prestazioni pure alla sportiva M3 pur mantenendo la filosofia di una berlina di rappresentanza. Il vero salto in avanti, però, risiede nell'architettura elettrica a 800 volt, la stessa che consente alla casa tedesca di dichiarare un'autonomia nel ciclo WLTP fino a 900 chilometri con una sola carica, un traguardo reso possibile dall'impiego di batterie con celle tonde di nuova concezione e dalla tecnologia cell-to-pack che integra le celle direttamente nel pacco senza moduli intermedi, aumentando la densità energetica complessiva. E non è finita qui, perché la potenza di ricarica raggiunge i 400 kW, il che significa, sulla carta, poter recuperare 400 chilometri di autonomia in appena dieci minuti di sosta presso una colonnina adeguata, avvicinandosi di molto ai tempi di rifornimento di un'auto termica. A completare il quadro relativo alla gestione dell'energia, c'è la compatibilità con i sistemi V2L, V2H e V2G, che permettono di utilizzare la batteria dell'auto come serbatoio energetico per alimentare apparecchi esterni, la propria abitazione o persino reimmettere corrente nella rete elettrica, un dettaglio che apre scenari interessanti per chi considera l'auto parte integrante di un ecosistema domestico più ampio.
Un design che guarda avanti senza rinnegare la tradizione
Dal punto di vista estetico, chi si aspetta di ritrovare il family feeling della casa di Monaco non resterà deluso, sebbene il linguaggio stilistico evolva sensibilmente. Il doppio rene anteriore, naturalmente, campeggia sulla calandra ma perde la sua funzione di presa d'aria per diventare una superficie chiusa e illuminata, con una firma luminosa che lo contorna e si integra con i proiettori principali, caratterizzati da elementi a LED che reinterpretano il classico disegno a "L" rovesciata. La fiancata, lunga 4,76 metri, conserva il celebre gomito di Hofmeister ma lo innesta in un profilo più filante e aerodinamico, con maniglie a scomparsa e cerchi di grandi dimensioni che enfatizzano la muscolosità del vettura. Gli ingombri, del resto, non tradiscono l'impostazione classica della tre volumi, anche se i progettisti parlano di un concept a due volumi e mezzo per la coda, dove un piccolo spoiler e una fascia luminosa quasi continua sottolineano la larghezza e conferiscono un aspetto deciso al retro.
L'elettronica di bordo e il nuovo corso dell'IDrive
A bordo, l'attenzione si concentra sul nuovo sistema Panoramic iDrive, che debuttò proprio sui concept della Neue Klasse e che ora approda sulla versione definitiva della i3. Spariscono i tradizionali schermi davanti al conducente, sostituiti da un proiettore che crea una fascia visiva sull'intera larghezza inferiore del parabrezza, integrando le informazioni di guida, la navigazione e i dati principali in una striscia continua da montante a montante. Lo schermo centrale, da 17,9 pollici e dal taglio libero, rimane come interfaccia principale per l'infotainment e la gestione delle funzioni secondarie, mentre il volante, anch'esso inedito, adotta soluzioni minimali con tasti che si illuminano solo quando la funzione corrispondente è effettivamente disponibile, nell'ottica di una semplificazione che non distragga chi guida. A gestire l'intero sistema, coadiuvato da una serie di sensori e attuatori, ci pensa il cosiddetto "Heart of Joy", un'unità di controllo centrale che elabora le informazioni dieci volte più velocemente rispetto alle generazioni precedenti e supervisiona trazione, freni, recupero di energia e parzialmente lo sterzo, contribuendo a quella dinamica di guida che Bmw ha sempre posto al centro della propria filosofia costruttiva.
L'adeguamento della fabbrica e la fase pre-serie
Che il progetto fosse cruciale per il futuro della marca lo dimostrano anche gli investimenti profusi nello stabilimento bavarese, dove la produzione dei primi modelli di pre-serie è già iniziata all'inizio dell'anno per testare macchinari e logistica in condizioni reali. La fabbrica di Monaco, che ha continuato a sfornare Serie 3 e Serie 4 tradizionali durante i lavori di riconversione, è stata oggetto di un profondo rinnovamento durato diciotto mesi e ha visto la sostituzione di circa un terzo delle sue strutture con nuovi reparti di carrozzeria, assemblaggio e logistica, il tutto progettato in digitale secondo la filosofia "iFACTORY" che punta a rendere la produzione più flessibile e sostenibile. I dipendenti, dal canto loro, sono stati formati prima in ambienti di realtà aumentata e poi direttamente sulle nuove linee, un passaggio obbligato per garantire che quando, ad agosto, partirà il vero e proprio lancio commerciale, tutto funzioni a regime senza i consueti intoppi del rodaggio industriale. L'obiettivo dichiarato, del resto, è ambizioso: raggiungere entro la fine del 2026 i due milioni di veicoli elettrificati venduti, una sfida che passa inevitabilmente dal successo di questa i3 e dalla sua capacità di intercettare quella clientela che finora ha guardato con sospetto alle auto alla spina.




