Crans-Montana, il padre di Manfredi chiede giustizia dopo il rogo al Constellation

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Umberto Marcucci, padre del sedicenne Manfredi rimasto gravemente ferito nell’incendio del Constellation a Crans-Montana, chiede che vengano chiarite le responsabilità sulla gestione dei controlli del locale. L’avvocato romano, intervenuto a Ignoto X, ha raccontato il percorso del figlio dopo il rogo e ha parlato della necessità di ottenere “un minimo di giustizia” per quanto accaduto nella notte di Capodanno. Manfredi è tornato a scuola dopo i lunghi ricoveri, ma dovrà sottoporsi a un nuovo intervento alla mano per recuperare la funzionalità dell’arto.

Le accuse sui controlli del locale e le pratiche edilizie

Nel suo intervento Marcucci ha contestato la gestione della sicurezza del Constellation, sostenendo che una struttura frequentata da giovani avrebbe dovuto essere sottoposta a verifiche più accurate. Il padre del ragazzo ha sottolineato che Crans-Montana non è una località assimilabile a una destinazione caratterizzata da una vita notturna continua, con pochi locali aperti nelle ore notturne, e per questo ritiene ancora più importante il controllo degli esercizi presenti.

L’inchiesta sull’incendio ha portato l’attenzione anche sulle procedure amministrative legate al locale. Dall’analisi delle pratiche edilizie è emersa una contestazione relativa a una firma presente su documenti depositati prima della tragedia: un ingegnere ha dichiarato alla polizia cantonale che quella sottoscrizione non era sua. Il caso riguarda una pratica presentata poco prima del rogo per interventi che interessavano una parte della terrazza del ristorante, trasformata per aumentare lo spazio utilizzabile durante il periodo invernale.

Il dipendente comunale licenziato dopo la scoperta della falsificazione

Il Comune di Crans-Montana ha successivamente licenziato in tronco un proprio dipendente coinvolto nella vicenda amministrativa. Il provvedimento è arrivato dopo la scoperta di una falsificazione collegata alla documentazione dei lavori del Constellation, con una firma attribuita a un tecnico che ha negato di averla apposta.

La vicenda ha aggiunto un nuovo elemento all’indagine sulle responsabilità successive all’incendio, concentrata non soltanto sulle condizioni del locale ma anche sulle modalità con cui sono state gestite autorizzazioni e verifiche. Le pratiche riguardavano modifiche effettuate dai titolari del Constellation, Jessica e Jacques Moretti, che avevano deciso di chiudere una porzione della terrazza per ampliare l’area disponibile anche nei mesi più freddi.

Il percorso di Manfredi dopo il ricovero

Tra i feriti dell’incendio c’era anche Manfredi Marcucci, che dopo il grave coinvolgimento nel rogo ha affrontato una lunga fase di cure ospedaliere. Il padre ha spiegato che il ragazzo ha ripreso la frequenza scolastica, ma il recupero fisico non è ancora concluso e prevede un ulteriore intervento chirurgico previsto per ottobre.

La richiesta avanzata da Umberto Marcucci nasce anche dall’esperienza vissuta dalle famiglie dei ragazzi colpiti dall’incendio. Il legale romano ha collegato il bisogno di chiarezza alle conseguenze subite dai giovani sopravvissuti e alle difficoltà affrontate durante la riabilitazione. Le indagini continuano a esaminare sia gli aspetti legati alla sicurezza del locale sia la documentazione amministrativa relativa agli interventi effettuati prima della tragedia.

Il rogo del Constellation, avvenuto durante i festeggiamenti di Capodanno a Crans-Montana, ha causato 41 vittime e 115 persone gravemente ferite, tra cui sei giovani italiani. Le verifiche successive hanno aperto diversi filoni sulle procedure di controllo e sulle autorizzazioni del locale, mentre il Comune ha adottato il provvedimento di licenziamento nei confronti del dipendente coinvolto nella falsificazione documentale.

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