Il record (e le critiche) di Donyell Malen: 13 gol valgono un riscatto da 25 milioni per la Roma

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Basterebbero i 13 gol realizzati dal momento del suo arrivo in Serie A per spiegare come Donyell Malen abbia segnato questo campionato come nessun altro, ma sarebbe persino un po’ riduttivo limitarsi a questa cifra. Per raccontare come l’attaccante olandese sia riuscito a entrare nella storia del calcio italiano bisogna apprezzare più a fondo i suoi numeri e le sue qualità, che lo hanno trasformato in un caso (quasi) unico nel panorama delle operazioni invernali. Nessun acquisto del mercato di gennaio nella storia della Serie A aveva infatti segnato così tante reti: Malen ha superato addirittura Mario Balotelli, fermo a quota 12 col Milan nella stagione 2012/13 e fino a quel momento detentore di questo primato. Un record che, da solo, basterebbe a giustificare l’entusiasmo attorno al suo nome, ma che non ha però messo tutti d’accordo, specialmente tra gli opinionisti più spietati.

L’affondo di Cassano e il paragone con Vucinic

Antonio Cassano, ex fantasista giallorosso non certo avvezzo alle mezze misure, ha infatti rivolto all’olandese una critica destinata a fare rumore: «La Roma non può ambire a vincere con Malen, non allaccia nemmeno le scarpe a Vucinic». Una frase d’impatto che ha riaperto il dibattito sulla reale consistenza del giocatore, nonostante i numeri da trascinatore. Cassano, nel suo stile sopra le righe, ha contrapposto il passato (Mirko Vucinic, attaccante montenegrino tecnico e imprevedibile) al presente del club capitolino, quasi a voler suggerire che la sostanza statistica di Malen non basti a garantire quel salto di qualità necessario per competere ai massimi livelli. Resta il fatto, però, che il campo continua a parlare un linguaggio diverso.

Riscatto obbligatorio e cifre da titolare

Donyell Malen è diventato a tutti gli effetti un calciatore della Roma: è scattata, infatti, l’ultima condizione che – insieme al 50% delle presenze – ha permesso l’obbligo di riscatto per l’attaccante olandese, arrivato nello scorso mercato invernale dall’Aston Villa con la formula del prestito oneroso per 2 milioni di euro. Una cifra a cui ora la formazione capitolina dovrà aggiungere altri 25 milioni, oltre al 10% sulla futura rivendita del centravanti. L’evento che ha fatto scattare la clausola è stato piuttosto chiaro: la sconfitta della Lazio in finale di Coppa Italia ha reso certa la qualificazione della Roma almeno in Europa League, un traguardo aritmetico che ha trasformato l’opzione in un obbligo contrattuale. E così, 13 gol e 2 assist in 16 partite alla prima stagione in Italia, il giocatore classe 1999 si è guadagnato un investimento pesante.

Malen quanto Piccoli: stesso prezzo, rendimento opposto

E proprio mentre la Roma ufficializzava il riscatto, inevitabilmente è scattato il confronto con un’altra operazione simile ma dai risultati diametralmente opposti. Malen quanto Piccoli: stessa formula, rendimento opposto, come recitano alcuni titoli di questi giorni. Perché il centravanti oggi riscattato dalla Roma è stato acquistato praticamente con le stesse condizioni economiche con cui la Fiorentina aveva deciso di puntare su Roberto Piccoli appena un anno fa, prelevandolo dal Cagliari. Il campo, almeno fin qui, ha raccontato due storie completamente diverse: da una parte un olandese che ha segnato come nessun altro acquisto di gennaio nella storia, dall’altra un Piccoli che fatica a trovare continuità e peso specifico. Un paragone che, inevitabilmente, accende il dibattito anche in casa viola, dove qualche domanda sul mancato affondo per Malen – all’epoca ancora all’Aston Villa – qualcuno se la sarà posta. La Roma, intanto, si gode il suo nuovo centravanti da 25 milioni: record, riscatto e polemiche comprese.

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