Gian Luca Pelloni Bulzoni, chi è il figlio adottivo di Raffaella Carrà ed erede universale

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il velo di riservatezza che Raffaella Carrà aveva sapientemente cucito attorno alla sua vita privata si è squarciato, rivelando un dettaglio inedito e di profonda intimità. Dalle carte di un’ordinanza del Tribunale di Roma, depositata lo scorso 6 febbraio, emerge infatti che la showgirl, scomparsa il 5 luglio del 2021, aveva legalmente adottato il suo storico segretario e manager, Gian Luca Pelloni Bulzoni, rendendolo di fatto il suo erede universale. La notizia, riportata in esclusiva dal Corriere della Sera, non è frutto di una rivelazione pianificata, ma è emersa quasi incidentalmente nel corso di un contenzioso giudiziario che vedeva coinvolto proprio Pelloni Bulzoni contro una società spagnola, per questioni legate alla realizzazione del musical “Ballo Ballo”, ispirato all’omonimo film del 2020 che aveva visto protagonisti lui e l’artista.

L’uomo, oggi sessantaduenne essendo nato a Ferrara nel 1964, non è mai stato un semplice dipendente nell’orbita della “Raffa nazionale”, ma una presenza costante e fidata, una figura ombra che con il passare degli anni ha visto il proprio ruolo evolversi in modo sostanziale. Da guardia del, infatti, Pelloni Bulzoni è diventato il confidente, il braccio destro e, infine, il manager di Raffaella Carrà, guadagnandosi quella fiducia cieca che pochi eletti possono vantare nel mondo dello spettacolo. Questo sodalizio professionale e umano, forgiato nella quotidianità degli studi televisivi e nella residenza romana di via del Poli, si è trasformato in un legame filiale suggellato dall’adozione, un gesto estremo di amore e protezione che la Carrà ha voluto mantenere rigorosamente riservato fino alla fine.

Secondo quanto si apprende dalle ricostruzioni, la pratica di adozione fu perfezionata lontano dai riflettori, e il suo effetto principale, oltre a quello affettivo, è stato quello di designare Pelloni Bulzoni come unico erede legittimo non solo del patrimonio immobiliare e finanziario, stimato in circa 300 milioni di euro, ma anche, e forse soprattutto, dei diritti d’immagine e d’autore, nonché del controllo sulla memoria artistica della showgirl. La sua posizione è emersa con chiarezza nel documento giudiziario, dove il ricorrente premetteva di essere “figlio adottivo e unico erede legittimo della nota artista”, rivendicando quindi la titolarità esclusiva su nome, voce, immagine e dati personali della Carrà.

Le ragioni di un gesto e la tutela della memoria

La decisione di Raffaella Carrà di adottare il suo storico collaboratore, come spiegato successivamente da una nota della Fondazione Raffaella Carrà, non sarebbe stata dettata solo da ragioni patrimoniali, ma dalla volontà di affidare a qualcuno di assolutamente fidato il compito di proseguire la sua attività e portare avanti le iniziative benefiche a lei care. Pelloni Bulzoni, del resto, ha già istituito la fondazione che porta il nome dell’artista, impegnandosi in progetti di solidarietà e nel patrocinio di eventi culturali e musicali in suo onore. È lui, oggi, il custode di un’eredità immateriale fatta di canzoni, programmi televisivi e di quell’immagine pubblica che la Carrà ha costruito e difeso per oltre cinquant’anni.

Il contenzioso che ha portato alla luce questo legame, e che vedeva opposto Pelloni Bulzoni alla società spagnola produttrice del musical “Ballo Ballo”, aveva proprio l’obiettivo di tutelare tale eredità. L’erede aveva chiesto un’inibitoria per bloccare le rappresentazioni, la distribuzione e la pubblicizzazione dello spettacolo, lamentando l’assenza del suo consenso e ritenendo particolarmente offensivo per la memoria della madre il fatto che alla vendita del biglietto fosse abbinato un omaggio di patatine e Coca Cola. Il Tribunale di Roma, nella persona della giudice Laura Centofanti, ha però respinto la richiesta d’urgenza, motivando che le trentasei rappresentazioni teatrali successive al film si erano già concluse e non ne erano previste altre, rimandando al giudizio di merito per eventuali risarcimenti.

Prima di diventare il manager e poi il figlio adottivo, Gian Luca Pelloni Bulzoni era semplicemente l’uomo che gestiva l’agenda e la sicurezza di Raffaella Carrà. Chi lo ha conosciuto negli ambienti televisivi lo descrive come una persona di rigorosa precisione, dedita con discrezione quasi monastica alla figura della diva. Originario di Ferrara, come la stessa Carrà il cui vero cognome era Pelloni, Bulzoni ha condiviso con lei non solo le origini emiliane ma anche, e soprattutto, un carattere riservato e refrattario ai clamori del gossip, un tratto che deve aver ulteriormente cementato il loro rapporto. La sua ascesa da guardia del a erede universale racconta una storia di fedeltà assoluta e di un affetto costruito giorno dopo giorno, lontano dai set cinematografici e dai riflettori dei varietà del mezzogiorno.

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