Elio Germano, attore "impegnato", e i 17 milioni di finanziamenti pubblici per film flop

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mentre Elio Germano, noto per le sue posizioni critiche verso il governo Meloni, continua a denunciare i presunti tagli ai fondi per il cinema, i numeri raccontano una storia diversa. Secondo i dati riportati dal mensile Box Office e ripresi da La Verità, i dieci film in cui l’attore ha recitato nel 2024 hanno ricevuto complessivamente oltre 17 milioni e mezzo di euro di finanziamenti pubblici, a fronte di incassi che, in quasi tutti i casi, non hanno superato le cifre erogate dallo Stato. Solo in un’occasione, infatti, il botteghino ha restituito più di quanto investito.

La polemica si inserisce in un dibattito più ampio, che vede da una parte il mondo del cinema – rappresentato da figure come Pierfrancesco Favino – chiedere maggiori investimenti per "superare la crisi del settore", e dall’altra chi, come il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, contesta l’uso di risorse pubbliche per opere che non raggiungono il pubblico. Favino, dal Festival di Cannes, ha lanciato un appello per un confronto sulle "necessarie migliorie", sostenendo che, senza voci autorevoli, quelle dei lavoratori meno visibili rischierebbero di rimanere inascoltate.

Sul tema è intervenuto anche Maurizio Landini, segretario della Cgil, che insieme al Partito Democratico ha rilanciato l’idea di un sostegno economico strutturale per attori e registi, definito sarcasticamente da alcuni "reddito di cinemanza". La sinistra, spesso divisa, sembra trovare un fronte comune quando si tratta di difendere un sistema che, da decenni, garantisce finanziamenti a un’industria accusata di non sempre saperli gestire.

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