Il delfino Mimmo è tornato in mare aperto dopo l'intervento nel bacino di San Marco

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Nuota di nuovo nelle acque del mare aperto il delfino, battezzato affettuosamente Mimmo da quanti, nelle scorse settimane, ne avevano osservato le eleganti evoluzioni nel cuore della Laguna di Venezia. La sua permanenza nel bacino di San Marco, seppur suggestiva per residenti e turisti, aveva infatti generato una crescente preoccupazione tra le autorità marittime e i biologi, i quali paventavano il concreto pericolo di una collisione con una delle numerose imbarcazioni che solcano quelle acque, un incidente che avrebbe potuto rivelarsi fatale per il mammifero. Proprio per scongiurare questa eventualità, nella mattinata di sabato 15 novembre, si è dato vita a una complessa operazione di trasferimento, il cui obiettivo primario era condurre l'animale, in maniera del tutto incruenta, lontano dai rischi della città e verso il suo ambiente naturale.

Un'operazione coordinata per la sicurezza

L'intervento, che ha richiesto una meticolosa pianificazione logistica, è stato diretto e coordinato dalla Capitaneria di Porto, la quale ha mobilitato una consistente task force composta da uomini e mezzi di diversi corpi dello Stato. All'operazione hanno preso parte, in uno sforzo congiunto, non solo la Guardia Costiera ma anche i Vigili del Fuoco, la Guardia di Finanza, la Polizia Locale e i volontari della Protezione Civile, ciascuno con specifici compiti e responsabilità. Il dispiegamento di forze, che qualcuno ha definito "una piccola flotta", era finalizzato a creare un corridoio sicuro per Mimmo, minimizzando al contempo ogni fonte di stress per l'animale, la cui sensibilità acustica è nota.

La tecnica del sonar per un trasferimento non invasivo

L'elemento tecnologico più significativo dell'operazione è stato senza dubbio l'utilizzo di un sonar, uno strumento che, emettendo segnali acustici sott'acqua, ha permesso di monitorare costantemente i movimenti del delfino e di guidarlo con delicatezza verso la direzione desiderata. Questa metodologia, che evita il contatto fisico diretto e si basa sulla risposta comportamentale dell'animale ai suoni, rappresenta una delle pratiche più all'avanguardia per questo genere di delicate manovre. L'impiego di tale dispositivo, che richiede una notevole perizia da parte degli operatori, è stato cruciale per indirizzare Mimmo attraverso i canali della laguna, superando i punti critici dove il traffico navale è più intenso, fino a condurlo allo sbocco del porto di Lido.

Il monitoraggio continua per accertare il buon esito

Non appena il delfino ha varcato la soglia del mare aperto, le operazioni non si sono concluse ma hanno semplicemente cambiato natura, trasformandosi in una fase di attento monitoraggio. Le autorità competenti, infatti, stanno mantenendo una vigilanza sulla zona per accertarsi che Mimmo non tenti di fare ritorno verso il bacino, un comportamento che, seppur raro, non è del tutto inedito per esemplari della sua specie. Questo follow-up, considerato essenziale dagli esperti, serve a garantire la riuscita a lungo termine dell'intera missione e a certificare che l'animale abbia ritrovato la sua piena libertà in un habitat che, a differenza della laguna, gli offre tutto ciò di cui ha bisogno per la sua sopravvivenza e il suo benessere.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.