Porsche Cayenne Coupé Electric, la linea della 911 che taglia l’aria a Pechino

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Redazione Economia Redazione Economia   -   C’è un’aria strana, a Zuffenhausen, fatta di ambizione e, forse, di una sottile necessità di rivalsa. Porsche amplia l’offerta del suo suv elettrico di punta e lo fa nel modo più radicale possibile: prendendo le proporzioni imponenti della Cayenne e innestandole su quelle, scolpite dal vento e dalla leggenda, della 911. Nasce così la Cayenne Coupé Electric, presentata in antepalla mondiale al Salone di Pechino. Un modello che, almeno sulla carta, cerca di rispondere a una domanda precisa: si può conciliare la mole di una famiglia con l’anima di una sportiva?

La risposta, come spesso accade per la casa di Stoccarda, sta nei dettagli. E il dettaglio principale, in questo caso, è ciò che i designer chiamano “flyline”. Parafrasando, si tratta dell’andamento del tetto e del profilo dei finestrini, che qui abbandona le forme compassate del fratello maggiore per curvarsi con un’eleganza che ricorda da vicino la mitica 911. Un’operazione di lifting non da poco, che ha richiesto un parabrezza specifico e un’attenzione maniacale alle proporzioni tanto da ridurre l’altezza di 24 millimetri. Il risultato? Non solo un colpo d’occhio più grintoso, ma un coefficiente aerodinamico (Cx) sceso a 0,23, un valore eccellente che, da solo, regala fino a 18 chilometri di autonomia in più rispetto alla versione standard.

Tre cuori da hypercar e un’anima da granturismo

Sotto quella carrozzeria che ora scivola meglio nell’aria, la meccanica ricalca l’offerta dei modelli Suv, ma con un’attenzione esasperata alla potenza bruta. La gamma si articola su tre livelli che, lo ammetto, fanno venire il capogiro. Si parte dalla versione d’ingresso, che eroga 408 cavalli (boost da 442 con Launch Control), capace di scattare da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi. Salendo di livello, la S Coupé tocca i 544 cavalli (666 in overboost), bruciando il cronometro in 3,8 secondi. E poi, ecco la bestia: la Turbo Coupé Electric.

E qui, mi si concede una pausa. Lei, la Turbo, ne spinge 857 di cavalli, che nella modalità overboost schizzano a 1.156 cavalli. Parliamo di cifre da hypercar, un’accelerazione da 0 a 100 in 2,5 secondi che inchioda letteralmente il guidatore al sedile, il tutto avvolto dal silenzio — o meglio, dal sottofondo sonoro elettrico studiato ad arte — di un Suv da 2,5 tonnellate. Una vera follia ingegneristica che, almeno per ora, non ha eguali nel segmento.

Il prezzo della sportività e la sfida cinese

Tutta questa potenza e questa ricerca stilistica hanno un costo, anche letterale. Porsche ha fissato i listini per l’Italia con la precisione di un orologiaio: la Coupé d’ingresso parte da 113.008 euro, cifra che sale a 134.934 euro per la S e schizza a 172.662 euro per la versione Turbo. Non proprio una passeggiata di salute, insomma, ma del resto il cliente Porsche sa bene che l’esclusive si paga.

La scelta di Pechino come palcoscenico non è casuale. È li, sul mercato cinese, che il costruttore teutonico ha recentemente accusato qualche colpo di scena per via dei risultati commerciali altalenanti. Ecco quindi che questa Cayenne Coupé, con la sua libidine di cavalli e quella linea che omaggia la 911, diventa un jolly pesantissimo da giocare per riconquistare i favori di un’clientela esigente che chiede sempre più tecnologia, ma senza rinunciare al mito.

Praticità da SUV, cuore da coupé

Nonostante la linea più slanciata, bisogna dare atto agli ingegneri di non aver sacrificato la regina della praticità: il volume di carico varia da 534 a 1.347 litri, a cui si aggiungono i 90 litri del “frunk” anteriore. All’interno, l’esperienza è quella della Porsche Driver Experience con megaschermi e modalità interattive. Accanto ai modelli termici e ibridi plug-in che rimarranno in vendita, questa versione full electric rappresenta il futuro immaginato dal marchio: un futuro fatto di ricariche fulminee a 800 volt (soste di 16 minuti dal 10 all’80%) e di elettronica al servizio delle emozioni. Una scommessa, l’ennesima, sul fatto che si possa essere ipertecnologici senza per questo risultare freddi.

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