"Dobbiamo far cadere questa giunta": le chat dell'inchiesta urbanistica di Milano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   "Dobbiamo far cadere questa giunta". A scriverlo, in una chat risalente a sei mesi prima del suo ingresso nella giunta comunale di Milano, era Guido Bardelli, presidente della Compagnia delle Opere di Milano e poi nominato assessore proprio in quell’esecutivo guidato dal sindaco Beppe Sala, che sembrava voler abbattere. Questo messaggio, emerso nell’ambito delle indagini della Procura di Milano sulla gestione dell’urbanistica, è contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare a carico di Giovanni Oggioni, ex direttore dello Sportello Unico per l’Edilizia (SUE) del Comune di Milano. Oggioni, già vicepresidente della Commissione per il paesaggio, è stato posto ai domiciliari dal gip Mattia Fiorentini, con l’accusa di aver partecipato a un sistema di pressioni e corruzione legato alla cosiddetta legge "Salva Milano".

La legge, approvata alla Camera il 21 novembre 2024 con 172 voti favorevoli e 41 contrari, è stata oggetto di un acceso dibattito politico e giudiziario. Il provvedimento, che mira a sbloccare i cantieri edilizi bloccati a Milano, è stato fortemente voluto da alcuni esponenti del mondo delle costruzioni e dell’urbanistica, tra cui lo stesso Oggioni e l’architetto Marco Cerri, entrambi indagati. Dalle intercettazioni telefoniche e dalle chat acquisite dalla Procura emerge che i due avrebbero esercitato pressioni sui parlamentari per far approvare una norma che sanasse ex post gli abusi edilizi rilevati negli ultimi mesi. Non solo: sarebbero stati loro a dettare, di fatto, i contenuti della legge ai referenti politici di Roma.

Le indagini, condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, hanno portato alla luce un sistema di relazioni che coinvolge anche Assimpredil-Ance Milano, l’associazione degli imprenditori edili, e la società di sviluppo immobiliare Abitare In. Entrambe le realtà sono sotto la lente della Procura per il loro ruolo nella gestione dell’urbanistica milanese. Se da un lato la legge "Salva Milano" potrebbe effettivamente sbloccare i cantieri, dall’altro resta da vedere se riuscirà a mettere al riparo dalle accuse chi è coinvolto nelle indagini per corruzione e abuso d’ufficio.

Il caso, che ha scosso il panorama politico e imprenditoriale della città, non si limita alla sola figura di Oggioni. Marco Cerri, altro architetto coinvolto, è tra i destinatari di una richiesta di misura interdittiva, mentre Bardelli, pur non essendo al momento indagato, si trova al centro di un dibattito pubblico per quel messaggio che, a distanza di mesi, sembra assumere un significato sempre più ambiguo. La giunta Sala, dal canto suo, ha cercato di mantenere un profilo basso, limitandosi a ribadire la necessità di rispettare il lavoro della magistratura.

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