Sinner e il gomito da controllare: giocherà contro Shelton?
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Redazione Sport
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L’ottavo di finale tra Jannik Sinner e Grigor Dimitrov, che avrebbe potuto essere una delle partite più equilibrate del torneo, si è trasformato in una sfida segnata dagli infortuni. Il bulgaro, dopo aver dominato i primi due set, è stato costretto al ritiro per un problema al muscolo pettorale, ma già prima del suo abbandono erano stati i gesti di sofferenza dell’azzurro a catturare l’attenzione.
Tutto era iniziato nel primo game, quando Sinner, scivolando sull’erba del Centrale, era caduto sul gomito, subito trattato dal fisioterapista durante un medical timeout. Nonostante il dolore evidente – quel che basta per far tremare i fan – il numero 1 del mondo ha proseguito l’incontro, seppur con movimenti meno fluidi del solito. «Non mi sento vincitore», ha detto poi, riferendosi alle circostanze del successo.
Le parole dell’altoatesino, rilasciate a fine partita, non hanno fugato del tutto i dubbi. «Il gomito fa male, farò accertamenti», ha ammesso, senza nascondere una certa apprensione. Gli esami di oggi saranno decisivi per stabilire se potrà affrontare Ben Shelton nei quarti, ma il suo «non sono preoccupatissimo» suona più come un tentativo di rassicurare che come una certezza.
Quella di Wimbledon non è la prima prova fisica per Sinner, che già in passato ha dimostrato di saper gestire situazioni complicate. Stavolta, però, il rischio è concreto: un infortunio al gomito, se sottovalutato, potrebbe compromettere non solo il torneo ma anche le prossime settimane. La caduta, per quanto non abbia impedito al tennista di continuare il match, ha lasciato strascichi che solo i controlli potranno chiarire.




