Fiamma olimpica, la fondazione Milano-Cortina chiarisce l’esclusione di Fauner
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Redazione Sport
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La Fondazione Milano Cortina 2026 è intervenuta con una nota articolata per replicare alle osservazioni dell'ex fondista Silvio Fauner, il quale aveva espresso delusione per non essere stato incluso tra i tedofori del Viaggio della Fiamma Olimpica. "In merito alle osservazioni di Silvio Fauner sul metodo di selezione dei tedofori", si legge nella premessa dell'ente organizzatore, "è importante ricordare che, pur nel massimo rispetto della sua straordinaria storia sportiva, Fauner non è stato invitato a prendere parte alla staffetta in quanto attualmente ricopre una carica politica". La carica in questione è quella di vicesindaco del Comune di Sappada, una posizione che, stando al regolamento pubblicato sul sito ufficiale, costituisce un requisito preliminare di esclusione. La fondazione, dunque, rigetta qualsiasi accusa di approssimazione nella selezione, richiamando una norma che, a suo dire, è stata esplicitata e resa pubblica sin dall'inizio.
Il caso e la delusione dell'atleta
Silvio Fauner, eroe della storica staffetta 4x10 chilometri vinta a Lillehammer 1994 insieme ad Albarello, De Zolt e Vanzetta, aveva definito l’esclusione una "debacle", sottolineando come il suo non fosse uno sfogo personale ma un atto dovuto per rispetto delle medaglie olimpiche e di chi ha dedicato la vita allo sport invernale. La sua esclusione, che segue quella di altri atleti di alto profilo, aveva sollevato interrogativi e critiche sul processo di selezione dei portatori della fiaccola, alimentando un dibattito che ora la fondazione cerca di chiare con un riferimento stringente al proprio regolamento interno. Fauner, con cinque medaglie olimpiche al collo, rappresenta infatti uno dei volti più iconici dello sci italiano, e la sua assenza dal percorso della fiamma era apparsa a molti inspiegabile, se non addirittura ingiusta.
Il regolamento e i criteri di esclusione
La risposta dell’ente organizzatore si concentra totalmente su un aspetto procedurale, evitando qualsiasi commento sul merito sportivo o sul valore simbolico della scelta. Nella nota si precisa che la condizione di ricoprire un incarico politico locale rientra tra i "requisiti preliminari di esclusione previsti e perfettamente specificati". Questo meccanismo, che sembra voler garantire una separazione netta tra la sfera sportiva e quella politica-amministrativa, ha quindi automaticamente precluso la candidatura di Fauner, nonostante il suo palmarès e la sua indubbia rappresentatività nell'ambito delle Olimpiadi invernali. La fondazione, in sostanza, indica come la decisione non derivi da una valutazione discrezionale della sua figura, ma dall'applicazione meccanica di un criterio oggettivo, noto e consultabile da chiunque.
Le implicazioni di una scelta rigida
L'episodio, al di là delle singole posizioni, getta luce sulla complessità di organizzare un evento di portata globale come i Giochi Olimpici, dove protocolli, regolamenti e aspetti simbolici spesso si intrecciano e talvolta confliggono. L'applicazione rigida di un criterio formale, se da un lato elimina possibili polemiche su favoritismi o ingerenze politiche, dall'altro rischia di privare il cerimoniale della fiaccola di alcuni dei suoi testimoni più autorevoli e carichi di significato per il pubblico. La fondazione, con la sua replica, ha scelto la via della trasparenza normativa, argomentando che il rispetto delle regole stabilite è un principio non negoziabile, persino quando coinvolge campioni di tale calibro. Una posizione che, inevitabilmente, segna il confine tra la celebrazione pura dello sport e le esigenze organizzative di un evento che deve rispondere a una molteplicità di istanze.




