Nuveen compra Schroders, colosso da 2.500 miliardi nel risparmio gestito
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Redazione Economia
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L’acquisizione di Schroders da parte di Nuveen, un’operazione da 9,9 miliardi di sterline che equivalgono a circa 13,5 miliardi di dollari, ridisegna gli equilibri nel settore globale del risparmio gestito creando un nuovo polo della gestione patrimoniale attiva con masse complessive che si avvicinano ai 2.500 miliardi di dollari. L’offerta, interamente in contanti e raccomandata dai board delle due società, valuta ogni azione di Schroders 612 pence, corrispondenti a 590 pence in contanti oltre a un dividendo aggiuntivo fino a 22 pence che verrà distribuito prima del perfezionamento dell’accordo previsto, salvo ok delle autorità di vigilanza, nel quarto trimestre del 2026 -2-4-6.
L’impatto sul mercato italiano e le presenze parallele
Nel nostro paese, dove entrambi i gruppi operano rispettivamente da trenta e venti anni, l’intesa potrebbe rimescolare le gerarchie consolidate tra gli asset manager internazionali attivi nel canale del wealth management e della clientela istituzionale. Le due realtà hanno costruito nel tempo presenze significative ma con identità marcatamente distinte, e la loro integrazione – viene spiegato negli ambienti finanziari – determinerà inevitabilmente una razionalizzazione delle reti distributive e delle piattaforme prodotti, con particolare attenzione ai comparti del real estate e dei cosiddetti real asset, quelli che comprendono terreni, impianti energetici, foreste e infrastrutture -3-5.
La nuova piattaforma negli asset reali
Proprio nel segmento degli investimenti alternativi, dove la scala dimensionale rappresenta un vantaggio competitivo sempre più determinante, la combinazione tra le due società dà vita a un operatore di primissimo piano a livello globale. Nuveen, che già gestisce 139 miliardi di dollari in immobili e 30 miliardi in infrastrutture, inrerà i circa 50 miliardi di Schroders concentrati per quasi il 90 per cento nel continente europeo, creando un polo da circa 230 miliardi di dollari complessivi tra asset immobiliari e infrastrutturali -3-5-10. Questo consentirà alla nuova entità, come sottolineano gli analisti, di bilanciare la forte esposizione di Nuveen nelle Americhe – dove risiede oltre il 75 per cento del suo real estate – con la penetrazione di Schroders in Europa, colmando un divario geografico che in passato aveva limitato alcune strategie di investimento cross-border -10.
Le dichiarazioni dei vertici e la continuità operativa
William Huffman, amministratore delegato di Nuveen, ha definito l’operazione come un passo trasformativo che consentirà di unire piattaforme, competenze e reti distributive complementari per servire al meglio i clienti attraverso l’accesso a nuovi mercati e a una offerta di prodotti più ampia -2-4. Dalla sua prospettiva, Richard Oldfield che rimarrà alla guida di Schroders anche dopo il closing riportando a Huffman e entrando nel team esecutivo di Nuveen, ha sottolineato come in un panorama competitivo dove la scalabilità può generare vantaggi significativi, il partner americano condivida i valori e rispetti la cultura costruita in oltre due secoli di storia dalla casa londinese -2-6. Londra continuerà a fungere da quartier generale non statunitense del gruppo combinato, che manterrà il marchio Schroders e impiegherà nella capitale britannica circa 3.100 professionisti -4-8.
Il contesto competitivo e le motivazioni strategiche
L’accordo giunge in un momento di intensa consolidamento nel settore del risparmio gestito, dove le pressioni sui margini, la concorrenza dei prodotti passivi e la crescente domanda di investimenti nei private markets spingono verso aggregazioni su larga scala. La famiglia fondatrice di Schroders, che detiene circa il 44 per cento del capitale attraverso trust e partecipazioni dirette, ha concesso impegni irrevocabili a favore dell’offerta, segnando la fine di un’era per la società nata nel 1804 e quotata a Londra dal 1959 -2-8. La reazione del mercato è stata immediata, con il Titolo che ha balzato di circa il 30 per cento nelle prime contrattazioni avvicinandosi al valore dell’offerta, fissato con un premio del 34 per cento rispetto alla chiusura del giorno precedente l’annuncio -2.




