Bf compra Fratelli Martini e crea un colosso agroindustriale da 3 miliardi
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Redazione Economia
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Il panorama agroindustriale nazionale si ridisegna con una delle operazioni più significative degli ultimi anni, che vede la holding Bf compiere un decisivo balzo in avanti nel proprio progetto di integrazione verticale. Attraverso la sua controllata Bf International, il gruppo ha infatti siglato l'accordo per l'acquisizione del cento per cento di Fratelli Martini, storica realtà romagnola, il cui giro d'affari ha quasi raggiunto, nel corso del 2024, la soglia dei 1,2 miliardi di euro. L'operazione, del valore di 220 milioni di euro, è stata condotta mediante un apposito veicolo finanziario e riguarda l'intero capitale sociale della holding, fino a ora in mano a un trust familiare e ai singoli eredi della famiglia fondatrice.
Un salto di scala per la filiera
Con questo passaggio, che consolida una presenza ormai radicata in settori cruciali come la mangimistica, la zootecnia e la trasformazione alimentare, Bf punta esplicitamente a superare complessivamente i tre miliardi di euro di ricavi, un obiettivo ambizioso che si intreccia con una proiezione internazionale più marcata. La strategia, come è emerso dalle dichiarazioni dei vertici aziendali, non si limita a potenziare il presidio della filiera sul territorio nazionale ma guarda con attenzione allo sviluppo di opportunità in altri continenti, tra cui l'Africa, dove l'espansione potrebbe trovare nuovi e fertili terreni di crescita. L'integrazione del gruppo di Longiano, che vanta un secolo di attività e una solida organizzazione in tre distinte aree di business, porterà nel perimetro di Bf un margine operativo lordo di 72 milioni, cifra che testimonia la robustezza finanziaria dell'azienda acquisita.
La struttura dell'accordo
La transazione, perfezionata dalla controllata Bf International Best Fields Best Food Limited, rappresenta un investimento di capitale ingente, finalizzato a governare l'intera catena del valore in maniera più organica e coordinata. Si tratta di un'evoluzione naturale per un gruppo che ha fatto della verticalizzazione il proprio tratto distintivo, assorbendo una realtà che, a sua volta, dispone di un know-how articolato: dalla produzione di mangimi all'allevamento di suini, avicoli e conigli, fino alla successiva lavorazione delle carni. I numeri dell'operazione, del resto, parlano da soli e disegnano una cartina di tornasole significativa delle dinamiche in atto nel comparto, sempre più caratterizzato da processi di aggregazione e concentrazione.
Prospettive e consolidamento
L'ingresso di Fratelli Martini sotto l'egida di Bf non è dunque una semplice aggiunta di volumi, bensì un tassello strategico per creare una struttura in grado di competere su scala globale, ottimizzando le risorse e le competenze tecniche. La storia centenaria dell'azienda romagnola, con il suo bagaglio di esperienza, si fonde ora con il disegno industriale di un gruppo in piena espansione, il quale mira a rafforzare la propria offerta e la propria resilienza di fronte alle fluttuazioni dei mercati. L'agroindustria italiana, dopo questa mossa, si ritrova con un attore di dimensioni e capacità ampliate, il cui raggio d'azione sembra destinato a superare i confini nazionali, pur mantenendo salde radici nel tessuto produttivo del paese.




