Loro Piana, dai festeggiamenti per i 100 anni alle accuse di sfruttamento: l’ombra sui subappalti
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Redazione Economia
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Pochi mesi fa celebrava il secolo di storia, oggi finisce al centro di un’inchiesta per sfruttamento del lavoro. Loro Piana, marchio simbolo del cashmere di lusso, controllato dal gruppo francese Lvmh dal 2013, è da sempre un pilastro economico in Valsesia, dove a Quarona – paese d’origine – sorge ancora lo stabilimento principale. Tra Vercelli, Biella e Novara, i suoi nove poli produttivi danno lavoro a oltre mille persone, rappresentando un motore occupazionale in un territorio che, senza quell’indotto, rischierebbe il declino. Ma dietro l’immagine patinata del made in Italy, quella stessa filiera nasconde pratiche che i sindacati definiscono «inaccettabili».
Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno alzato la voce dopo le ultime ordinanze della magistratura, che hanno portato al commissariamento di diverse aziende dell’alta moda, Loro Piana inclusa. L’ultimo provvedimento, emesso il 14 luglio dal tribunale di Milano, riguarda proprio la sede italiana del colosso tessile, accusato di aver beneficiato – seppur indirettamente – di un sistema di subappalti basato sullo sfruttamento. Non è un caso isolato: è il quinto brand del lusso a finire sotto amministrazione giudiziaria in poco più di un anno.
Le indagini, partite da una denuncia a Baranzate, nell’hinterland milanese, hanno portato alla luce condizioni lavorative al limite della legalità. Un sarto cinese – impiegato da una ditta esterna – ha raccontato di aver cucito giacche in cashmere per 13 ore al giorno, senza contratto, senza giorni di riposo e con paghe da 3 euro l’ora. Altri operai, sempre assunti attraverso intermediari, dormivano nei locali adibiti alla produzione, vivendo in situazioni ai margini della dignità. «Se protestavi, arrivavano le botte», ha testimoniato uno di loro, descrivendo un clima di coercizione che poco ha a che fare con i valori promossi dai grandi marchi.
L’azienda, secondo gli inquirenti, non avrebbe esercitato i necessari controlli sui fornitori, permettendo che la propria filiera si macchiasse di violazioni sistematiche. Se da un lato Loro Piana incarna l’eccellenza artigianale italiana, dall’altro – come emerso nelle inchieste – il suo successo poggia anche su dinamiche opache, dove il ribasso dei costi si traduce troppo spesso in diritti calpestati. I sindacati chiedono ora interventi strutturali per ripulire il settore, sottolineando come, dietro ai nomi più celebrati, si celino ancora realtà in cui la legalità è un optional.




