Borse Ue in rialzo con tregua Usa-Iran, petrolio giù e spread a 79 punti
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Redazione Economia
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L’ultima settimana di luglio si è aperta all’insegna di un netto miglioramento del sentiment sui mercati finanziari europei, favorito dai segnali di distensione tra Stati Uniti e Iran emersi nel corso del fine settimana e dalla conseguente frenata del prezzo del petrolio, che ha innescato un clima di sollievo generalizzato tanto sui listini azionari quanto sul comparto obbligazionario.
Le principali piazze del Vecchio Continente hanno chiuso la seduta del 27 luglio in territorio positivo, con l'indice pan-europeo Stoxx 600 che ha guadagnato lo 0,6%, sostenuto in particolare dal settore tecnologico e da quello bancario, mentre il greggio subiva una correzione di oltre il 6% e lo spread tra Btp e Bund si attestava a quota 79 punti base.
Il crollo del greggio e la distensione diplomatica
Il Brent ha registrato un brusco calo del 6,8%, scendendo a 90 dollari al barile, dopo che nel weekend il presidente americano Donald Trump, secondo quanto riportato da alcune fonti, avrebbe deciso di sospendere i piani che prevedevano un'intensificazione delle operazioni militari in Iran, con l'obiettivo dichiarato di rilanciare le trattative diplomatiche e tentare di riaprire lo Stretto di Hormuz, un passaggio cruciale per i flussi energetici globali.
Questa prospettiva di de-escalation ha alleggerito le tensioni che nelle settimane precedenti avevano tenuto sotto scacco gli investitori, preoccupati per un possibile conflitto aperto che avrebbe potuto interrompere le forniture di petrolio dal Golfo Persico, e ha permesso ai mercati azionari di respirare, con gli indici che hanno scontato con entusiasmo la riduzione del costo delle materie prime energetiche.
La performance delle Borse europee e il sentiment positivo
Piazza Affari ha aperto le contrattazioni con un rialzo dello 0,56%, per poi chiudere con un guadagno dello 0,6% circa, trainata dai balzi di Amplifon e dal comparto creditizio, mentre le società petrolifere come Eni e Tenaris hanno subito la pressione del ribasso del greggio e hanno registrato perdite significative.
Anche le altre Borse del Vecchio Continente hanno mostrato un andamento decisamente positivo: Parigi ha guadagnato lo 0,82%, Madrid l'1%, Francoforte si è spinta fino a un +1,24%, Londra ha messo a segno uno 0,76% e Amsterdam ha chiuso con un +0,4%, in un quadro generale che ha visto prevalere gli acquisti su tutti i principali listini.
A sostenere il clima di fiducia ha contribuito anche il dato sulla fiducia delle imprese tedesche, che ha registrato un incremento superiore alle attese, offrendo un ulteriore segnale di resilienza per la prima economia europea nonostante il contesto internazionale ancora incerto.
Il valutario, lo spread e l'attenzione sull'intelligenza artificiale
Sul fronte dei cambi, l'euro ha proseguito il suo rafforzamento rispetto al dollaro, portandosi a quota 1,1397, un livello che riflette sia le aspettative di una politica monetaria ancora restrittiva da parte della Bce sia il graduale indebolimento del biglietto verde in scia alle minori tensioni geopolitiche.
Lo spread tra i titoli di Stato italiani e tedeschi, che aveva toccato picchi più elevati nelle settimane precedenti, è sceso a 79 punti base, un valore che gli operatori interpretano come un ritorno alla calma sui mercati del debito sovrano, favorito anche dalla minore pressione inflazionistica derivante dal calo del costo dell'energia.
Nel frattempo, tra gli investitori resta alta l'attenzione per la tenuta degli investimenti nel settore dell'intelligenza artificiale, un comparto che ha guidato gran parte dei rialzi delle ultime sessioni e che continua a rappresentare un pilastro della narrazione rialzista sui mercati azionari, con gli operatori che monitorano con cautela i flussi di capitale verso le aziende tecnologiche e le eventuali ripercussioni di una stretta creditizia su questi progetti ad alta intensità di capitale.
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