Stellantis, produzione in Italia ai minimi dal 1956: crollo del 36% nel primo trimestre
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Redazione Economia
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Gli stabilimenti italiani di Stellantis non avevano mai registrato numeri così bassi da quasi settant’anni. Secondo i dati diffusi dalla Fim-Cisl l’8 aprile, nel primo trimestre del 2025 il gruppo automobilistico – nato dalla fusione tra Fca e Psa – ha prodotto appena 109.900 veicoli, tra autovetture e commerciali, segnando un calo del 36% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un dato che, come sottolineato dal sindacato, non si vedeva dal 1956, quando l’Italia era ancora alle prese con la ricostruzione postbellica.
Il crollo, che conferma una tendenza già emersa negli ultimi anni, è stato accentuato dall’ampio ricorso alla cassa integrazione e dall’assenza di un amministratore delegato dopo l’uscita di Carlos Tavares. Tra gli stabilimenti più colpiti c’è quello di Melfi, in Basilicata, dove la produzione è crollata del 64,6%, con appena 8.890 auto assemblate nei primi tre mesi dell’anno. Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim-Cisl, ha definito la situazione «disastrosa», sottolineando come il 2025 rischi di superare in negativo il già difficile 2024, definito «un anno nero» per il settore.
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