Fifa, modifica all'articolo 27 per giustificare il caso Balogun

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C'è un prima e un dopo l'espulsione comminata e poi ritirata a Folarin Balogun durante l'ultimo Mondiale. L'intervento su Tarik Muharemovic, punito con un cartellino rosso all'attaccante statunitense nella partita tra Stati Uniti e Bosnia, era sembrato severo ma non clamorosamente errato. Poi la sanzione è stata sospesa dalla Commissione Disciplinare della Fifa, e quella decisione ha cambiato il corso del torneo. Oggi, a tre mesi di distanza, la vicenda torna di attualità per un motivo che ha poco a che vedere con il campo di gioco.

La proposta sul tavolo del Consiglio

Nella notte del 13 ottobre, a circa trenta ore dalla riunione del Consiglio Fifa in programma il 15, i membri dell'organo di governo hanno ricevuto un documento contenente una proposta di modifica dell'articolo 27 del Codice Disciplinare. La norma attualmente consente all'organo giudicante di sospendere, in tutto o in parte, l'esecuzione di un provvedimento disciplinare. La modifica introdurrebbe un elenco di situazioni in cui quella sospensione non è ammessa, compreso il caso di una squalifica automatica per espulsione diretta.

In sostanza, la Fifa propone di vietare per il futuro ciò che ha fatto in passato, creando una base giuridica che al momento dell'episodio non esisteva.

Il contesto della decisione contestata

Balogun era stato espulso durante la partita degli ottavi di finale tra Stati Uniti e Bosnia, disputata il 1° luglio al Levi's Stadium di Santa Clara. Il centravanti, che aveva segnato il gol del vantaggio nel primo tempo, è stato allontanato al 64° minuto dopo un intervento sul difensore bosniaco Muharemovic: l'arbitro brasiliano Raphael Claus, richiamato al monitor dal VAR, ha valutato il contatto come gioco falloso grave. La regola, in quei casi, prevede una sospensione automatica per la partita successiva, come confermato dall'articolo 10.5 del regolamento del Mondiale e dalla circolare Fifa numero 16 diffusa a maggio 2026.

La Commissione Disciplinare, pochi giorni dopo, ha invece deciso di sospendere l'esecuzione della squalifica, applicando l'articolo 27, e ha collocato Balogun in un periodo di prova di un anno. Il giocatore ha così potuto scendere in campo negli ottavi contro il Belgio, partita poi persa dagli Stati Uniti per 4-1. Il presidente statunitense Donald Trump ha pubblicamente rivendicato di aver telefonato al presidente della Fifa, Gianni Infantino, per chiedere una revisione della decisione, sostenendo che non si fosse trattato di un fallo.

Le reazioni e le richieste di chiarimento

La vicenda ha suscitato perplessità ben oltre i confini statunitensi. La federazione belga, che si apprestava ad affrontare gli Stati Uniti proprio nella partita in cui Balogun è poi sceso in campo, ha diffuso un comunicato in cui definiva la decisione in contraddizione con le disposizioni del regolamento del Mondiale e con il carattere automatico della squalifica. Anche la Uefa e alcuni membri del Parlamento europeo hanno chiesto chiarimenti sull'accaduto.

A distanza di mesi, l'episodio continua a pesare sul dibattito interno alla federazione internazionale. La modifica proposta per l'articolo 27 viene presentata come un modo per evitare che situazioni analoghe si ripetano, ma il testo inviato ai consiglieri non menziona mai esplicitamente il caso Balogun. La votazione è prevista per giovedì 15 ottobre, in una riunione del Consiglio in cui si discuteranno anche altri temi, comprese le richieste di chiarimento avanzate da alcuni vicepresidenti.

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