Bar Leone primo, Moebius Milano secondo: la mixology italiana domina i 50 Best Bars 2026

Bar Leone primo, Moebius Milano secondo: la mixology italiana domina i 50 Best Bars 2026
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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La diciottesima edizione di The World's 50 Best Bars, sponsorizzata da Perrier, ha emesso il suo verdetto nella serata del 7 ottobre al Palazzo del Ghiaccio di Milano. Il Bar Leone di Hong Kong si conferma il miglior bar del mondo per il secondo anno consecutivo, mentre il Moebius Milano conquista la seconda posizione assoluta e il titolo di miglior bar d'Europa. Completano il podio l'Alquímico di Cartagena, in Colombia.

La scalata del Moebius: dal 38° posto al podio mondiale

Il risultato del locale di via Cappellini, a pochi passi dalla Stazione Centrale, arriva al termine di una progressione rapida e costante. Nel 2024 Moebius era soltanto trentottesimo; l'anno successivo ha guadagnato trentuno posizioni, entrando in top ten al settimo posto e vincendo il Nikka Highest Climber Award, il riconoscimento riservato al locale che scala più posti in classifica.

Quest'anno il balzo ulteriore lo porta a superare tutti i bar europei che lo precedevano, dal Connaught Bar di Londra, oggi ottavo, ai barcellonesi Sips e Paradiso, scivolati rispettivamente al sedicesimo e diciassettesimo posto. «Siamo sul tetto del mondo, siamo a Milano, siamo a casa nostra», ha commentato Lorenzo Querci, patron del locale, parlando anche di un «successo della nostra squadra».

Un'idea di ospitalità che unisce bar e cucina

Il secondo posto di Moebius è forse la fotografia più interessante della nuova idea di cocktail bar. Il progetto milanese, aperto nel 2019 in un ex magazzino tessile, non separa il bere dalla ristorazione, ma li fa dialogare nello stesso spazio: cocktail bar, Tapa Bistrot, ristorante Sperimentale, musica dal vivo e vendita di vinili convivono sotto un'unica identità.

La componente gastronomica è coordinata dallo chef Enrico Croatti, che nel 2024 ha conquistato una stella Michelin proprio con il ristorante Sperimentale, inserito nel più ampio progetto di Moebius. Il Pesto Martini ne è quasi una dichiarazione d'identità: vodka, vermouth, infuso al pesto e gli elementi aromatici della cucina italiana. Un Martini che porta nel bicchiere uno degli ingredienti più riconoscibili della gastronomia nostrana e che nasce proprio dalla relazione tra bar e cucina.

A idearlo è Giovanni Allario, head bartender di origini genovesi, che ha voluto omaggiare la sua terra attraverso un cocktail dal profilo gastronomico spiccato.

Bar Leone, l'Italia che vince a Hong Kong

Il primo posto resta saldamente nelle mani di Bar Leone, il locale di Hong Kong cofondato dal romano Lorenzo Antinori insieme a due soci e aperto tre anni e mezzo fa nel quartiere Central. La filosofia si chiama «Cocktail Popolari», ovvero cocktail per la gente: un approccio che abbandona i trend alla moda e le tecniche più moderne per concentrarsi sulla qualità della materia prima, sulla semplicità del servizio e su un'ospitalità schietta.

L'ispirazione arriva dai bar di quartiere di Trastevere, con legno, richiami vintage, cimeli calcistici e classici del bere miscelato accompagnati da olive affumicate e panini alla mortadella. «La nostra idea è sempre stata molto semplice: aprire un luogo dove andare a bere un drink e sentirsi a proprio agio», ha raccontato Antinori, sottolineando come il complimento più bello che il team riceva dai clienti riguardi la costanza della qualità dei cocktail nel tempo.

La geografia di una classifica che cambia

L'edizione numero diciotto raccoglie locali distribuiti in ventisei città e conta quattordici nuovi ingressi nel panorama internazionale. L'Europa resta il continente più rappresentato, con diciotto indirizzi, ma la sua geografia interna si ridefinisce: per la prima volta Parigi supera Londra e raggiunge Hong Kong e New York in testa alla graduatoria delle città, con quattro bar ciascuna.

Per l'Italia, oltre al Moebius, figura in classifica anche Locale Firenze al trentatreesimo posto, a conferma di una presenza nostrana che resta selettiva ma pesante nelle posizioni di vertice. Il riconoscimento principale per il Bel Paese arriva però dal podio milanese: un piazzamento che nessun bar italiano aveva mai raggiunto prima nella storia della classifica.

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