Preghiera musulmana al Politecnico di Torino: una svolta controversa
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Redazione Interno
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La preghiera musulmana negli spazi dell'università potrebbe rappresentare una svolta significativa e creare una spaccatura nell'intifada studentesca di Torino. Al Politecnico, il rito del venerdì, che si era svolto la scorsa settimana a Palazzo Nuovo (sede delle facoltà umanistiche) con una preghiera di quaranta minuti condotta da Brahim Baya, non è stato ripetuto.
L'imam Baya e la diffida
Brahim Baya, imam per l'occasione, non di professione, è stato convocato in questura per una diffida alla manifestazione, appunto la preghiera, e indicato come organizzatore. La sua presenza nel Palazzo Nuovo, una delle sedi dell'Università di Torino, occupata dai collettivi pro-Palestina, ha suscitato scandalo e orrore.
Accuse di razzismo
Durante la preghiera, non sono mancati gli accenni razzisti in senso anti ebraico. Questo ha suscitato ulteriori polemiche, considerando che un esponente di una religione che dell'odio nei confronti del mondo cristiano, oltre che ebraico, ha fatto un leit-motiv ultra secolare.
La visita dell'eurodeputata Sardone
Silvia Sardone, eurodeputata della Lega, si è presentata nel pomeriggio di oggi (venerdì 24 maggio) davanti a Palazzo Nuovo ed è stata respinta dagli studenti in occupazione. La deputata leghista ha avviato un video di fronte alla sede delle facoltà umanistiche di UniTo in via Sant'Ottavio, suscitando la reazione degli studenti.
La reazione degli studenti
"Fuori la Lega dall'università" - hanno iniziato a dire in coro alcuni studenti, usciti dalle tende non appena hanno visto i colori del partito di Salvini - "venite con le magliette della Lega davanti a Palazzo Nuovo occupato a parlare male di noi? Questa è una chiara provocazione, ve ne dovete andare." Queste sono state le parole degli studenti in risposta alla visita dell'eurodeputata Sardone.




