Sanremo 2025: Benigni infiamma l’Ariston, tra satira e tenerezza

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La serata delle cover al Festival di Sanremo 2025 ha oscillato tra due estremi: la dolcezza di Topo Gigio e la satira tagliente di Roberto Benigni, che ha aperto la kermesse con una performance destinata a far discutere. L’attore e regista, noto per il suo humour pungente e bipartisan, ha conquistato il pubblico dell’Ariston con una raffica di battute che hanno spaziato dalla politica internazionale ai personaggi del mondo dello spettacolo. Tra i bersagli preferiti, Elon Musk, immaginato mentre vota Giorgia Meloni «che ci sarà per diversi anni», e Donald Trump, ritratto mentre minaccia dazi sulle trofie al pesto per ottenere la Liguria. Non è mancato un riferimento a Carlo Conti, direttore artistico del festival, descritto come «pronto per il ministero dei Trasporti» dopo aver fatto «il campo largo».

Benigni, che ha calcato il palco del tempio della musica italiana dopo il trionfo di Jovanotti, ha dimostrato ancora una volta di saper incantare il pubblico. Nato alla Misericordia di Castiglion Fiorentino e vincitore di un Oscar per La Vita è bella, film girato proprio nella sua terra, l’artista toscano ha trasformato la sua apparizione in un momento di puro intrattenimento, capace di unire ironia e poesia. «Per me è un sogno iniziare il Festival con lui», ha commentato Conti, che lo ha invitato per tre anni consecutivi prima di riuscire a portarlo sul palco.

La serata, però, non è stata solo satira. Topo Gigio, icona dell’infanzia di generazioni di italiani, ha regalato un momento di tenerezza, riportando in vita emozioni semplici e genuine. Un contrasto netto con il tono provocatorio di Benigni, ma che ha contribuito a bilanciare l’atmosfera della serata, dimostrando come il Festival sappia ancora muoversi su binari diversi, senza perdere la sua identità.

Nonostante le promesse di un Ariston senza monologhi politici, la quarta serata è stata inevitabilmente travolta dalla presenza di Benigni, che ha colto l’occasione per lanciare un mega-spot al suo nuovo show, Il sogno, in programma su Rai 1 a marzo. Un’operazione che ha lasciato poco spazio ai dubbi: quando si tratta di intrattenimento, il confine tra arte e promozione è spesso labile.

Intanto, la sinistra anti-governo può dirsi soddisfatta. Come da tradizione, Sanremo ha offerto spunti di critica al centrodestra, con Benigni e la comica Paola Cucciari a fare da protagonisti. Un copione che si ripete, nonostante i cambi di guardia a Palazzo Chigi, e che conferma come il festival sia ormai un palcoscenico anche per messaggi politici, più o meno velati.

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