Ruby ter, la Corte d'Appello di Milano riapre il dibattimento e ammette 39 testimoni

Ruby ter, la Corte d'Appello di Milano riapre il dibattimento e ammette 39 testimoni
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La seconda sezione della Corte d'Appello di Milano ha disposto la riapertura dell'istruttoria dibattimentale nel processo Ruby ter, con un'ordinanza che definisce la nuova fase del giudizio. Il collegio, presieduto da Maria Rosaria Correra, ha accolto in parte le richieste delle difese ammettendo 39 dei testimoni proposti; una decisione che porta il procedimento a un punto di svolta dopo l'annullamento dell'assoluzione in primo grado da parte della Cassazione.

La decisione della Corte, che si è pronunciata anche su alcune questioni preliminari sollevate dai legali degli imputati, arriva dopo che il Tribunale di Milano aveva assolto nel 2023 i 22 imputati per corruzione in atti giudiziari, reato per il quale sono ora chiamati a rispondere in Appello. La Cassazione, lo scorso anno, ha riformato quella sentenza, aprendo la strada al giudizio di secondo grado che si è ora concretizzato in questa nuova fase dibattimentale.

Il reato di falsa testimonianza, che costituisce il presupposto dell'accusa di corruzione, è stato invece dichiarato prescritto, mentre l'assoluzione dell'ormai defunto Silvio Berlusconi è divenuta definitiva.

I testimoni e il calendario delle udienze

Saranno circa una quarantina i testimoni che verranno ascoltati, nonostante le proteste emerse tra i banchi delle difese per la concentrazione delle audizioni in sole tre udienze. Il calendario previsto dalla Corte prevede che l'esame dei testi si svolga il 30 settembre, l'8 ottobre e il 29 ottobre, mentre le udienze del 3 e 26 novembre saranno dedicate alla discussione finale delle parti. La presidente Maria Rosaria Correra ha letto l'ordinanza, che si è protratta per oltre un'ora, fissando così i termini entro cui si svolgerà la nuova fase istruttoria.

Le eccezioni respinte e le questioni costituzionali rinviate

Il collegio d'Appello, con la stessa ordinanza, ha respinto l'eccezione di competenza territoriale sollevata dalle difese, che chiedevano il trasferimento del processo a Siena, confermando quindi la competenza del tribunale milanese. È stata inoltre dichiarata "non rilevante e manifestamente infondata" la questione di legittimità costituzionale sollevata dai legali, che chiedevano, dopo il ricorso della Procura 'per saltum' in Cassazione, che il processo tornasse davanti a un giudice di primo grado anziché proseguire in Appello.

La Corte ha invece rinviato all'esito del giudizio d'Appello le questioni di legittimità costituzionale relative alla veste giuridica di pubblico ufficiale delle ex ragazze che testimoniarono nei processi sulle serate di Arcore. Il pg Luca Poniz e il pm applicato Luca Gaglio si erano opposti alle richieste delle difese, con il pg che ha sottolineato come "bastano i dieci comandamenti, non serve scomodare il diritto, per dire che un testimone non deve mentire, ancor più essere pagato per mentire".

Le posizioni delle difese e la presenza in aula

Le difese, che in primo grado avevano rinunciato a tutte le testimonianze, hanno accolto con favore la decisione della Corte di riaprire l'istruttoria. L'avvocato Nicola Giannantoni, legale di Barbara Guerra, ha definito la scelta del collegio "equilibrata", mentre Paola Boccardi, legale di Karima El Mahroug, ha ricordato che le testimonianze delle 'olgettine' erano state dichiarate inutilizzabili in primo grado, portando alla rinuncia ai testi da parte della maggior parte delle difese.

Unica imputata presente in aula è risultata essere Miriam Loddo, ex showgirl nota come 'meteorina', che prima dell'udienza ha rilasciato dichiarazioni ai cronisti presenti. Non è escluso che nel corso del processo possa comparire anche Karima El Mahroug, di recente diventata madre per la seconda volta, per eventuali dichiarazioni spontanee. L'avvocato di Loddo, Marco De Giorgio, ha definito il Ruby ter come "la fiera della vanità, non è più un processo", commentando come l'interesse si sia ormai affievolito.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.