Mar Nero, il Parlamento europeo chiede una missione navale Ue
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Redazione Esteri
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Il Parlamento europeo ha chiesto all'Unione europea di valutare il dispiegamento di un'operazione navale nel Mar Nero, dopo i recenti attacchi mortali compiuti dalla Russia contro navi mercantili civili. Il voto è arrivato giovedì 22 ottobre a Strasburgo, con l'approvazione della risoluzione sull'intensificazione degli attacchi russi nell'area. Il testo condanna duramente l'escalation di Mosca nella guerra contro l'Ucraina e chiede più sostegno a Romania e Bulgaria per individuare tempestivamente i droni ostili.
Le richieste della risoluzione su Romania e Bulgaria
Il documento affronta anche la posizione dei Paesi che si affacciano direttamente sul bacino. I deputati criticano la debole risposta del governo bulgaro alla minaccia russa, mentre per Bucarest e Sofia domandano un rafforzamento delle capacità di rilevamento dei velivoli senza pilota. La richiesta di un'eventuale missione navale europea, formulata come invito a valutarne la fattibilità, resta il passaggio politicamente più delicato di tutto il testo.
Nel dibattito in plenaria è intervenuta l'alta rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas. «La Russia non sta vincendo sul campo di battaglia in Ucraina», ha dichiarato, aggiungendo che Putin sta prendendo di mira in modo palese i civili e intensificando gli attacchi ibridi nel resto d'Europa. Secondo Kallas, «sei attacchi in dieci giorni da parte di droni presumibilmente russi segnano un'escalation pericolosa e inaccettabile» anche nel Mar Nero.
Il voto contrario del Movimento 5 stelle e dei gruppi di destra
La delegazione del Movimento 5 stelle ha votato contro la risoluzione, schierandosi sulla stessa linea di Roberto Vannacci. Tra i motivi addotti figurano proprio la richiesta di valutare un'operazione navale e il fatto che il testo sia interamente incentrato sull'escalation. Hanno espresso voto contrario anche una parte minoritaria del gruppo dei Patrioti e il gruppo di estrema destra Europa delle nazioni sovrane, mentre i riformisti del Pd hanno manifestato critiche verso la posizione dei pentastellati.
Sul fronte dei mercati agricoli, intanto, l'indice della Fao, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, segnala che il prezzo internazionale dei cereali è cresciuto del 17,2% in un anno. Solo a settembre l'aumento è stato del 5,1%, con grano e mais ai massimi dal 2023.
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