Fiorello, il varietà è un tabù: "A Sanremo, dopo cinque volte, ho chiuso per Amadeus"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L'idea di un ritorno in televisione, per un varietà di quelli che impongono ritmi serrati e una presenza costante negli studi, sembra ormai del tutto accantonata, considerata quasi un'ipotesi remota che mal si concilia con i propri impegni e, soprattutto, con quelle fasce orarie che richiederebbero di iniziare e finire troppo tardi, un dettaglio non secondario per chi, come lui, ha costruito parte della sua fortuna sull'immediatezza del rapporto con il pubblico.

Un addio all'Ariston definitivo e ragionato

Proprio riguardo al palcoscenico più ambito, il Festival di Sanremo, la posizione dello showman è netta e irrevocabile, frutto di una scelta ponderata che va al di là della semplice disponibilità. "Dopo cinque edizioni – ha spiegato nel corso di un'affollatissima apparizione al Festival dello Spettacolo di Milano – basta", una decisione che motiva, con un tono perentorio, con il "rispetto verso Amadeus". Tornare sui propri passi, infatti, non sarebbe corretto né verso il direttore artistico, che di quel palco è il regista indiscusso, né verso il pubblico stesso, al quale va offerto un spettacolo sempre nuovo e non un semplice ritorno di fiamma.

La difesa appassionata di un campione come Sinner

Se la televisione generalista rimane un territorio in gran parte precluso, diverso è il discorso per la radio, dove da poco va in onda *La Pennnicanza* insieme a Fabrizio Biggio, e per gli incontri dal vivo, come quello di questa mattina dove ha potuto dispensare non solo battute e imitazioni – da Carlo Conti ai classici annunciatori di un tempo – ma anche riflessioni più profonde. Tra queste, spicca una ferma e sentita difesa di Jannik Sinner, contro il quale, ha sottolineato, sono state sollevate "polemiche brutte e sbagliate" sull'accento, sulla residenza a Montecarlo o sulla gestione della Coppa Davis. "È un numero uno italiano – ha rimarcato con convinzione –, che vogliamo di più?".

Il palcoscenico radiofonico e l'affetto del pubblico

L'evento milanese, organizzato da Tv Sorrisi e Canzoni e moderato dal direttore Aldo Vitali, si è trasformato in un vero e proprio spettacolo della durata di oltre un'ora, una chiacchierata arricchita da momenti di pura comicità che ha calamitato l'attenzione di una sala gremita. A suggellare questa intensa mattinata, la consegna di tre Telegatti – giallo, blu e fucsia –, un riconoscimento che ha posto simbolicamente fine a un incontro dove l'intrattenimento puro si è fuso con le considerazioni personali di un artista che continua a scegliere con cura i propri palcoscenici.

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