Tensei, la rinascita firmata Pininfarina che ridisegna il mito della Honda NSX
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Redazione Scienza e Tecnologia
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C’era una volta la Honda NSX, quella che nei ruggenti anni Novanta osò sfidare il cavallino rampante con una semplicità rivoluzionaria, fatta di tecnologia al servizio dell’uomo e di un’affidabilità mai vista prima su una supercar. Oggi, in un’epoca dominata dall’elettrificazione e dai cavalli virtuali, quel mito torna a respirare grazie a un progetto che unisce l’artigianato giapponese allo stile inconfondibile dell’Italia. Nasce così Tensei, parola che in giapponese significa “rinascita”, e che rappresenta l’ultima fatica della collaborazione tra JAS Motorsport e Pininfarina, presentata in anteprima durante la Milano Design Week con un modelletto in scala 1:5 che ne anticipa le linee e, soprattutto, la filosofia.
Un restomod che parte dalle proporzioni per riscrivere le regole del gioco
A differenza di tanti operazioni di restauro che si limitano a lucidare il passato, Tensei parte da alcune selezionate “donor car” della NSX di prima generazione per smontarle completamente e ricostruirle con un’anima nuova. Il lavoro dei carrozzieri non si è limitato a un lifting estetico, ma ha radicalmente stravolto le proporzioni del veicolo: rispetto all’originale, la nuova creatura vanta un passo più lungo, uno sbalzo posteriore ridotto, una carreggiata sensibilmente più ampia e un assetto decisamente più basso, il tutto calzato su ruote di maggior diametro. Il risultato, come ha spiegato il capo del design Dimitri Vicedomini, è che una volta fissate queste coordinate, “l’auto si è praticamente progettata da sola”. Le spalle posteriori sono state allargate e i parafanghi si gonfiano creando quelle che Pininfarina definisce “gesture triangolari in vista dall’alto”, un tratto distintivo che riporta alla mente le linee della leggendaria Ferrari 288 GTO.
Il cuore pulsante è analogico, niente turbo e niente elettronica invasiva
Se l’estetica colpisce, è sotto il cofano che Tensei compie la sua vera dichiarazione d’intenti, andando controcorrente rispetto alla maggior parte delle hypercar contemporanee. Il progetto ha conservato l’architettura del leggendario V6 aspirato della NSX originale, ma lo ha profondamente rivisitato per esaltarne la potenza, la coppia e la prontezza di risposta, senza però mai cedere alla tentazione del turbo o, peggio ancora, dell’elettrificazione. A completare il quadro c’è una scelta che farà urlare di gioia i puristi della guida: la trasmissione è un cambio manuale a sei marce, senza ombra di paddle shifters o automatismi vari. In un panorama dove la connettività uomo-macchina viene spesso mediata da filtri digitali, Tensei ripristina un legame meccanico diretto, fatto di sola ghiera metallica e sincronizzatori.
Milano fa da vetrina a un legame che dura da quarant’anni
L’occasione della Milano Design Week non è stata casuale per svelare i dettagli di questo ambizioso programma, che segna tra l’altro il debutto di JAS Motorsport nel mondo delle vetture stradali ad alte prestazioni. La scelta di Pininfarina come partner, tuttavia, affonda le radici in una storia ben più lunga e affascinante: già nel 1984, la celebre carrozzeria torinese collaborò con Honda per realizzare la concept car HP-X, un prototipo a motore centrale che, nelle sue linee visionarie, anticipava chiaramente ciò che sarebbe poi diventata la NSX di produzione qualche anno più tardi. Con Tensei, quel cerchio ideale si chiude, portando a compimento un’idea di sportività che coniuga la razionalità nipponica alla passione estetica italiana. La produzione, limitatissima e riservata a pochi collezionisti, avverrà a mano nell’atelier di JAS Motorsport ad Arluno, mentre le personalizzazioni più spinte saranno curate direttamente a Cambiano.
Dettagli di abitacolo e la scommessa sul futuro della guida pura
Per quanto riguarda l’abitacolo, al momento non sono state diffuse immagini ufficiali, ma le premesse lasciano intendere un’evoluzione in chiave lusso dell’originale. Pininfarina ha dichiarato di voler preservare l’ergonomia incentrata sul pilota e l’eccezionale visibilità che resero celebre la NSX, innalzando però la “qualità percepita” attraverso l’uso di materiali pregiati e interfacce dedicate. La scommessa lanciata da Tensei, insomma, è chiara: dimostrare che nel 2026 esiste ancora spazio per un’auto che fa del piacere di guida analogico la sua unica ragione d’essere. Un oggetto di culto, questo, che si pone come alternativa radicale alla corsa ipertrofica alla potenza digitale, puntando tutto sulla sostanza delle emozioni tattili e sul design senza tempo. L’appuntamento per la presentazione completa del modello, con tanto di listino prezzi e tiratura definitiva, è fissato entro la fine dell’anno.
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