L'Italia riaccende il dibattito sul nucleare: tra fissione e fusione, la sfida è aperta
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Redazione Economia
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Mentre il governo accelera sul nucleare di nuova generazione, con la nascita di Nuclitalia – joint venture tra Enel, Ansaldo Energia e Leonardo – dall’altra parte dell’oceano l’americana TAE Technologies scommette su un approccio radicalmente diverso, presentando Norm, un progetto di mini centrale a fusione. Due strade parallele, entrambe ambiziose, che riportano il tema dell’atomo al centro del dibattito energetico italiano, nonostante il Paese abbia voltato le spalle alla fissione con i referendum del 1987 e del 2011.
La nuova società, voluta dalle principali aziende a partecipazione statale, punta a esplorare le potenzialità dei piccoli reattori modulari (SMR), tecnologia considerata più sicura e flessibile rispetto agli impianti tradizionali. Con un investimento previsto di 20 milioni di euro l’anno tra il 2027 e il 2029, l’obiettivo è inserirsi in un mercato globale che, secondo le stime, varrà 46 miliardi di euro e potrebbe generare 117.000 posti di lavoro. Ma se Nuclitalia rappresenta un tentativo di riavvicinamento al nucleare "classico", seppur in versione ridotta e modernizzata, il progetto Norm di TAE Technologies propone una soluzione ancora più innovativa: la fusione nucleare, da sempre considerata il Sacro Graal dell’energia pulita, perché teoricamente in grado di produrre quantità illimitate di energia senza scorie radioattive.
Il ritorno dell’Italia al nucleare, però, non sarà né semplice né immediato. Sebbene il governo abbia annunciato un disegno di legge per favorire lo sviluppo del settore, permangono ostacoli tecnici, normativi e culturali. Gli SMR, nonostante i vantaggi dichiarati – minori costi di costruzione, modularità, sistemi di sicurezza passiva – richiedono ancora anni di sperimentazione prima di poter essere commercializzati su larga scala. Quanto alla fusione, nonostante i progressi degli ultimi anni (tra cui il traguardo storico del Lawrence Livermore National Laboratory, che nel 2022 ha ottenuto un guadagno netto di energia), rimane una tecnologia ancora lontana dalla maturità industriale.




