La Corte di Giustizia Ue decide sul futuro dell'Ilva
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La sentenza della Corte di Giustizia Ue
La sentenza della Corte di Giustizia Ue fa riferimento a fatti risalenti al 2013. Da allora, l'Ilva ha effettuato ingenti investimenti per il risanamento ambientale, tra cui la copertura dei parchi minerari, un'opera unica in Europa. Tuttavia, se l'Ilva continua a rappresentare un pericolo grave e rilevante per l'ambiente e la salute delle persone, la Corte ha stabilito che l'acciaieria deve essere chiusa.
La posizione delle Acciaierie d'Italia
Le Acciaierie d'Italia, in risposta alla sentenza, hanno sottolineato che gli investimenti ambientali attuali sono ampiamente superiori a quelli del passato. L'obiettivo della nuova gestione straordinaria è stato sin da subito quello di lavorare per ottemperare a tutte le prescrizioni del Piano ambientale.
La decisione finale spetta al Tribunale di Milano
La decisione finale sulla produzione di acciaio dell'ex Ilva a Taranto spetterà al Tribunale di Milano. La sentenza della Corte europea di Giustizia proietta una nuova luce sulle decisioni prese dai governi italiani a partire dal 2012, quando furono stabilite le misure per la riduzione degli effetti dannosi provocati dalle emissioni dell'acciaieria. Se la produzione comporta rischi per l'ambiente e la salute, l'impianto siderurgico va fermato.
La sentenza della Corte di Giustizia Ue rappresenta un importante passo avanti nella tutela dell'ambiente e della salute delle persone. Tuttavia, la decisione finale sulla chiusura o meno dell'Ilva spetterà al Tribunale di Milano, che dovrà valutare attentamente se i rischi per l'ambiente e la salute sono stati effettivamente superati grazie agli investimenti effettuati dall'acciaieria.




