L'Unione Europea punta alle case a emissioni zero, l'Italia dice no

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'Unione Europea ha stabilito un obiettivo ambizioso: rendere tutte le abitazioni "a emissioni zero" entro il 2050. Questa decisione è stata presa in risposta al fatto che un terzo dei gas serra, che contribuiscono ai cambiamenti climatici, provengono dagli edifici. Tuttavia, l'Italia e l'Ungheria si sono opposte a questa direttiva.

L'opposizione italiana

Giancarlo Giorgetti, titolare del Tesoro italiano, ha espresso la sua opposizione alla direttiva durante la riunione dell'Ecofin a Lussemburgo. Questa non è la prima volta che l'Italia si schiera contro le ambizioni ambientaliste dell'Europa. Giorgetti ha rigettato la direttiva "case green", chiedendo chi pagherà per i lavori necessari per raggiungere questo obiettivo.

Le nuove regole per le costruzioni

Secondo la direttiva, dal 2050 gli immobili non potranno più inquinare. Inoltre, quelli di nuova costruzione dovranno essere ad emissioni zero già dal 2030 e quelli pubblici dal 2028. Per gli edifici non residenziali, si dovranno ristrutturare il 16% di quelli con le prestazioni peggiori entro il 2030 e il 26% entro il 2033.

L'Italia al fianco di Orban

L'Italia e l'Ungheria hanno formato un mini blocco contrario alla direttiva, dichiarando guerra alle ambizioni ambientaliste dell'Europa. Nonostante l'opposizione, la direttiva proposta dalla Commissione europea è passata all'Ecofin.

Mentre l'Unione Europea si impegna per ridurre le emissioni di gas serra provenienti dagli edifici, l'Italia e l'Ungheria rimangono fermi nella loro opposizione. La questione di chi pagherà per i lavori necessari per raggiungere questi obiettivi rimane aperta.

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